Johann Sebastian Punk

Phoney Music Entertainment

2017 (Aereostella) | prog, samba, glam-rock

Avevamo lasciato il polistrumentista e songwriter Massimiliano Raffa, aka Johann Sebastian Punk, in preda al “delirio” visionario e affascinante di “More Lovely And More Temperate”, opera prima di un percorso sonoro “pop-rock” totalizzante, volutamente barocco, edulcorato ed estroverso quanto basta da poter essere tranquillamente masticato nel tempo alla stregua di una chewing gum prodotta dal buon Willy Wonka. Lo ritroviamo a ben tre anni di distanza e alle prese con un secondo album per certi versi ancora più “obliquo”, provocante, ma con una produzione in gran parte diversa, sfacciatamente laccata nei suoni, e saggiamente organizzata.

“Phoney Music Entertainment” è il frutto di una sensibilità versatile, che strizza l’occhio al tardo Vaudeville, così come al prog-rock e alla samba. Qualcosa di estremamente unico e a dirla tutta coraggiosissimo, soprattutto se consideriamo lo stato in cui versa l’odierno calderone “indie” italiano, sempre più lontano da una qualsivoglia missione, disperso così com’è nell’ermetismo spicciolo e nei revival del momento. Dunque, Johann Sebastian Punk tira fuori un album armonicamente complesso, ricchissimo di variazioni strumentali, trovate bizzarre, improvvisi cambi d’umore e registro.
Inoltre, troviamo attraverso le parole nuovi tormenti che si alternano improvvisamente (e ironicamente) a spiazzanti esternazioni (“I don’t know what to sing but I have to submit/ This song to an influential man very soon/ He’s going to try to put my music in the hands/ of some eminent executive”, da “The Quintessential”). Il tutto mentre sintetizzatori, mellotron, clavicembalo, sitar, arpa, contrabbasso, viola, zither, dulcimer, shakuhachi, flauto dolce, glockenspiel e vibrafono si intersecano a meraviglia, animando l’intero teatrino e conducendo l’ascoltatore in una sorta di operetta classicheggiante, come nel caso della splendida “Insanity Fair”.

Per di più, Raffa asseconda ancora una volta il proprio gusto per la canzonetta pop-punk con venature progressive. E l’irresistibile “Tragedy” conferma appieno tale inclinazione. Non mancano poi le soprese e le piroette ricercate, come il passo brasileiro di “Samba De Segunda-Feira”. Dulcis in fundo, il talentuoso musicista di Messina chiude il proprio cerchio magico con l’incantevole “Manifest Destiny”, impreziosendo il lotto mediante una dolcissima ballad che mescola una melodia corganiana (!) e mutazioni istrioniche in stile rinascimentale.
Senza ulteriori giri di parole, “Phoney Music Entertainment” è il secondo biglietto da visita di un inguaribile provocatore che continua a sguazzare libero e giustamente fiero, con il suo bel cilindro d’altri tempi e le proprie conturbanti passioni. 

(17/11/2017)

  • Tracklist

1. Mankind Blues
2. Confession
3. Tragedy
4. In Search of the Miraculous
5. Samba da Segunda-Feira
6. Rite of Passage
7. The Quintessential
8. Insanity Fair
9. Manifest Destiny

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