Nistimilk

No Mouth For Burial

2018 (autoproduzione) | impro-psichedelia, experimental

Registrate tra l’ottobre del 2016 e il giugno del 2017, le sette tracce che compongono questo primo disco dei Nistimilk fanno dell’improvvisazione e della sperimentazione psichedelica le loro coordinate fondamentali. Il duo composto da Arttu Kaasalainen (chitarra, voce e sintetizzatore, già membro degli interessantissimi Tears of Aladdin, autori, nel 2015, dell’ottimo “Carnivore Abandoned Fragility”) e da Jetro Kaikkonen (chitarra e voce) deve ancora limare il suo approccio, ma in questi quarantuno minuti e rotti di musica riesce, comunque, a guadagnarsi già un certo credito, grazie a un discreto equilibrio tra impeto massimalista e tensione alla rarefazione.

Ad aprire il disco è Out”, un brano in cui le dilatazioni elettroacustiche convivono con sprazzi di space-rock derelitto, mentre la voce, opportunamente filtrata, emerge come uno dei tanti codici attraverso cui le stelle cercano di comunicarci le loro vicissitudini. Il suono cristallino delle chitarre di “From Adolescence” cresce, dunque, in un arabesco di echi e rifrazioni, in una possibile variazione delle pagine più metafisiche di Roy Montgomery, un nome che, tra le pieghe di “-”, apparirà come un fantasma oltre i vortici titanici di Li Jianhong. In “Puppeteer” e “The Vigil”, invece, le chitarre si lanciano in uno strumming poderoso, intanto che, sullo sfondo, la voce smantella la sua consistenza dentro un’immaginaria stanza degli specchi.

La musica dei Nistimilk, come da tradizione psichedelica, cerca di rintracciare un sentiero dentro le sconfinate praterie dell’anima. Più che sulla deformazione del suono, però, i nostri si concentrano sulla capacità dello stesso di generare, per il tramite di accumulazioni e stratificazioni, una vertigine tale da indurre la psiche a rivelarsi. E, questo, anche quando – come nel caso di “Virgin Mary” – le diverse sorgenti sonore sembrano galleggiare nel vuoto, lo stesso che accoglie le trame di “Uprising”, una nebulosa di cantautorato free-folk che, prima di dileguarsi, s’innalza nell’ennesimo, tintinnante incanto chitarristico.
Disco affascinante ma non del tutto convincente, “No Mouth For Burial” ha comunque il pregio di iniziare a diffondere la musica di due musicisti da tenere assolutamente d’occhio.

(05/02/2018)

  • Tracklist
  1. Out 
  2. From Adolescence 
  3. Puppeteer 
  4. The Vigil 
  5. Virgin Mary 
  6. Uprising
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