Simultan - Ich Bin Bei Dir

2008 (Resting Bell)
ambient, minimalista
“Simultaneità. Tutte le sensazioni ed emozioni, senza prospettiva di spazio o di tempo, attirate e fuse in un atto creativo poetico. Simultaneità di stati d'animo polarizzati per vie analogiche di ricordi, di pensieri remoti, d'impressioni d'altri luoghi e d'altri tempi, come luci d'astri erranti concentrati in uno specchio”.
Non si sarebbe potuto enunciare più efficacemente di Simultan stesso e del suo intento artistico, questa sua musica. Di come ordisca ed evolva “Ich Bin Bei Dir”, scritto e prodotto dall’artista romano all’esordio: un condensato umanissimo che è assieme etereo e corporeo, trascendente e materiale. Uno struggente corpo-flusso di elementi microelettronici, tessuti con sapienza e arte di sintesi: tra glitch creativo, rigonfi crescendo di synth e viscerali ammari dream, Simultan sveste e riversa con lacerata dolcezza la sua vibrante, ricolma, devota anima poetica.

“Ich bin bei dir”, sono con te, si porge e si inchina alla memoria di Etty Hillesum, scrittrice ebraica olandese deportata nel 1943 ad Auschwitz. Tutti i colori del buio, in quattro abbagli onirici redentivi di inaudito valore crepuscolo, d’eloquente intensità (“empty is inside”, “pati”, “1943 - ∞”, “daemon”), ispirati da essa e per essa, ripristinano contatti, vincono distanze.
Severamente concepiti, rilasciati in un evolversi lenticolare e in un senso d’abbandono, questi frammenti elettrici si fanno scia mnemonica oltre tempo e spazio, a lenire la violenza, a mendare taumaturgici ogni male avverato.

Simultan is a sound artist and graphic designer. His work is about white, black and red. Colors of Anima” (dal sito Resting Bell).

“Ich bin bei dir” è un mediometraggio sonoro d’assalto visivo, che coglie in un gioco irrisolvibile sensi di pietà e sgomento, di strazio e rimorso, canalizzandoli digitalmente in un rigonfio incanto, nel turbamento per il divenire dell’universo.
Un opalescente infinito di cristallo, che tracima ansia d’assoluto e che soffia energia creativa, elusione e mistero profondo, in efficaci contrasti espressivi ed esposizioni multiple di suoni digitali; ora nebulosi ora tersi, da parte di un poeta prestato all’arte visuale.

Un cosmo che si anima e stempera pulviscolare, ove immagini e frammenti di memorie tornano a palesarsi a noi, in un lirico, perpetuo anelito sempre teso oltre, idealmente, da magnetiche distese micro-tonali; come raffinati viluppi a restaurare barlumi d’umanità da ogni negazione o negativo, perpetrati in assenza.
E’ lecito affrancare questo lavoro, divulgato dalla net-label berlinese Resting Bell, alle emissioni di Cold Blue, label antesignana specializzata in minimalismo ambient di clamorosa resa elegiaca, una elettroacustica profondamente umana sorta dal nulla nella California dei primi anni 80.

In un gorgo evocativo e insinuante, carico di un senso di perdita, “empty is inside” associa e dissocia mesmerizzante e obliqua, il frinire di cicale a percepibili eremi dell’anima.
La conclusiva sensibilissima “daemon”, con lancinante lirismo ed estatica dolcezza, con inquietudine convulsa e vigorosa, allerta ogni coscienza.

Tracklist

  1. empty is inside
  2. pati
  3. 1943 - ∞
  4. daemon

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