Green Mist - Next Stop Antarctica

2008 (Bang)
rock-pop
Ricordo un bellissimo film “L’Australiano” mentre ascolto l’esordio di Julien Poulson e della sua open band The Green Mist. Come in un film, un suono antico ma senza tempo e luogo - quasi come un urlo ancestrale che scava nell’anima senza turbarla - viene fuori da questo strano combo, in cui confluiscono musicisti di estrazione apparentemente discordante.
La Tasmania è sicuramente una strana isola. Julien deve aver assimilato molte suggestioni del suo luogo natio, ma anche del miglior roots-rock americano, da Neil Young ai Violent Femmes. La cultura on the road (sia musicale che cinematografica) rivive in questo sound molto corposo e intenso, plasmato da le varie influenze, dal tex-mex al blues, fino al rock'n'roll.  
Nel progetto sono poi coinvolti molti collaboratori di spicco, da Charlie Owen e Spencer P Jones dei Beasts Of Bourbon a John Sparrow e Jeff Hamilton dei Horns Of Dilemma, ovvero la sezione fiati dei Violent Femmes nei loro live show. Ma è Brian Ritchie con il suo basso e lo shakuhachi bamboo flute la presenza più illustre. Il suo contributo caratterizza gia l’iniziale “Black Louie’s Ambergris”, strumentale dalla forte connotazione cinematografica; il western di Sergio Leone, ma anche quello del cinema indipendente americano, viene evocato dallo splendido intreccio di flauto, mandolino e cajon (strumento percussivo peruviano) su un suono acustico potente ed energico.

Album acustico ma molto robusto quindi, ”Next Stop Antarctica”, con cui i Green Mist scrivono una pagina piacevole di folk-rock, tra world music e blues, creando una serie di brani strumentali dall’atmosfera malsana e sognante. Il che mi riporta alla mente gli Always August (gruppo sperimentale della SST, mai compreso appieno dalla critica nel loro fondere rock alternativo, jazz e psichedelia).
La maggior parte sono brani strumentali dalla struttura complessa, in cui si fondono elementi familiari con originalità e grinta. In “Escargot Pie” e “Strange Noises” i Green Mist espandono abilmente la capacità descrittiva delle composizioni, che sanno di roccia dura ma anche di polvere.
I pezzi cantati si caratterizzano per semplicità armoniche molto catching. Su tutte l’ottima “Roads & Cars”, un brano che cattura subito l’ascoltatore, anche grazie alla voce di Tracy Redhead; in evidenza Tracy, inoltre, nella grintosa “City Is Sinking”, buon esempio di rock australiano che insieme alla successiva “The Rumbler” mostra il lato più furioso del Green Mist-sound.

e amate le descrizioni sintetiche si potrebbe sostenere che “Next Stop Antarctica” suona come un incrocio tra i Triffids e i Violent Femmes, ma quello che realmente caratterizza questo esordio è l’incredibile coralità del gruppo, quasi novello Wild Bunch in cerca di baldorie e vicende da raccontare accanto al fuoco, storie di marinai narrate a Julien Poulson dal padre, occultismo e vita on the road in un novello folk dei tempi moderni.

L’album nella sua interezza si mantiene su uno standard qualitativo elevato, ma tra tutte le (buone) composizioni, emerge la conclusiva “Something To Believe In”, ballad blues-rock sostenuta da una vigorosa chitarra degna del Neil Young di "Zuma", arricchita altresì dal miglior testo dell’album; qui la disperazione e la necessità di credere in qualcosa è descritta con pungente realismo: vecchi, donne e ragazzi uniti dal tormento, in cerca di "Sugar For The Soul", cura temporanea per anime destinate a soffrire della quotidiana solitudine.

Esordio pregevole, “Next Stop Antarctica”, ricco di spunti creativi, in cui anche gli episodi più prevedibili non conoscono noia. Insomma, un progetto compatto, che pur non sconvolgendo il mondo musicale odierno, conferma la grande tradizione del rock australiano, e che farà capolino nella vostra discografia senza farvi rimpiangere il tempo e il denaro spesi. Vi sembra poco?

Tracklist

  1. Black Louie's Ambergris
  2. Strange Noises
  3. Roads & Cars
  4. Dirty Big Low
  5. Roadside Graves
  6. City Is Sinking
  7. The Rumbler
  8. This Garden
  9. Escargot Pie
  10. Something To Believe In 

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