Se per fare un disco di valore bastasse saper suonare e cantare bene, questo album di Pieta Brown meriterebbe le sue belle lodi, per fortuna, invece, (o purtroppo, per tanti musicisti mediocri) serve ben altro per meritarsi encomi e successo in campo musicale.
A differenza del padre Greg, cantautore valido e dalla ventennale carriera, Pieta è arrivata finora al suo quarto album senza aver trovato lo spunto giusto per farsi notare dal grande pubblico o dalla critica.
“Remember The Sun” è un disco di ballate tra country e folk che in nessun momento riesce a essere convincente fino in fondo; la mancanza di verve fa apparire le canzoni troppo lunghe, prendete ad esempio “It’s Just As Well”, e vedrete se già a metà dei suoi cinque minuti di durata non sarete stanchi di quell’arpeggio di acustica sempre uguale dall’inizio alla fine.
I momenti più intimi e delicati (“Song For A Friend”, “World Within Words”), pur perfettamente eseguiti sotto il profilo musicale (vedi il violino della seconda), non riescono a esprimere un impulso o un’emozione credibile e intensa. Anche in momenti più vivaci, come “Sonic Boom”, che rimanda a Steve Earle, il disco non riesce a esprimere qualcosa di più.
Cercando di salvare il salvabile, si possono citare la languida “Are You Free”, misto tra Pj Harvey e Cat Power, o il country tradizionale di “In My Mind I Was Thinkin’ To Loretta”, omaggio alla grande interprete del passato Loretta Lynn, ma non andiamo oltre.
Sia Pieta che i musicisti che la supportano sono mestieranti che sanno fare il proprio lavoro ma, nonostante questo, “Remember The Sun” resta un album anonimo, privo di spunti, che non riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e che comunica poco o niente a livello emotivo. Il country-folk può offrire molto di più.
13/09/2007