Ci vuole sempre un pizzico di coraggio a misurarsi con un’espressione musicale come il folk più intimo, un po’ perché la scarna strumentazione ti costringe a mettere ancor più a nudo le emozioni per ottenere canzoni convincenti, un po’ per il confronto con artisti del passato (ma anche del presente) che hanno già creato capolavori con cui è dura compararsi.
Figurarsi se a farlo poi è un italiano che non ha nel retaggio storico-musicale del suo paese i grandi riferimenti della tradizione folk britannica o americana.
Fabio Parrinello, però, non ha avuto remore di nessun tipo; nato a Varese nel ’79, dopo aver viaggiato, studiato e suonato in America e a Londra e aver adottato il nome d’arte di Black Eyed Dog (pezzo di Nick Drake, capirete…) esce ora con il suo album d’esordio dal titolo “Love Is A Dog From Hell”.
Nel disco si riconoscono quelli che sono i numi tutelari di Fabio, nonché la convivenza/mescolanza di stili sia americano che d’albione, c’è una murder ballad che frulla Waits e Cave (“Ballad Of Destruction”), ci sono dolorosi canti nel silenzio in stile Songs:Ohia o Will Oldham, country-folk spogli e sofferti alla Richard Buckner e invocazioni omaggio alla “Pink Moon” (“Careless”).
Non sminuiamo però con i soliti richiami il fantastico lavoro creato da Fabio, che con la sua voce, veramente notevole, riesce a regalare intense emozioni. Basti ascoltare il lavoro con solo piano in “Blue Eyed Girl”, i delicati duetti con voce femminile e acustica in “Lu & Me”, e arrivare a quella perla che è “Selma Before Me”, in cui i tre elementi (piano, acustica e voci) si fondono creando una ballata che un Damien Rice si giocherebbe come singolo vincente. E avrebbe ragione.
Tralasciate magari la giostra di “Diazepam For Robin Hood”, ma tornate a soffermarvi sugli arpeggi e i sussurri di “Cruising”, sulla fanciullesca dolcezza di “Broken Wing” o sull’armonica di “No Name #7”, con la pioggia che scroscia in sottofondo, fino alla conclusione in francese di “Enfant de la nuit”. Se avrete saputo ascoltarlo col cuore e scevri da ogni pregiudizio, non rimarrete delusi.
Alla fine sono pochi minuti quelli di “Love Is a Dog From Hell”, ma sembrano molti di più, non certo per la noia, ma per l’intensità che Parrinello riesce a infondere alle sue canzoni grazie alla voce espressiva e alla capacità di creare una musicalità essenziale ma anche multiforme.
Un eccellente esordio cui chi ama questo genere dovrebbe dare ascolto almeno per premiare questo italiano ventottenne e il suo lavoro semplice, ma pieno di passione.
04/06/2007