DEATH UNIT - Infinite Death

2007 (Important records)
free-noise

Vero e proprio supergruppo dell’avant-noise, Death Unit è un temibile concentrato di ferocia ed anarchia sonica, tra le cui fila militano Carlos Giffoni (elettronica), Brian Sullivan (chitarrista dei Mouthus) e la coppia Chris Corsano/Trevor Tremaine dietro le pelli. “Solo la morte è certa” recitava il titolo del loro primo Lp, uscito appena un anno fa. Come a dire: abbandoniamoci ad un nichilismo senza scampo e vediamo un po’ quello che ne possiamo tirare fuori. Detto così, però sembrerebbe che i Nostri non abbiamo la minima cognizione di ciò che fanno; il che, a conti fatti, non è del tutto vero, visto che, pur essendo fusi in un unico blocco d’acciaio, power electronics e free/freak-noise-rock manifestano pur sempre un’ombra, seppur labile, di raziocinio, necessaria proprio perché è in rapporto ad esso che viene a costituirsi l’atto dissacrante.

Due lunghi brani senza titolo, dunque. La prima, aperta dall’interplay sgargiante delle due batterie, si lancia in una deflagrante bolgia multidirezionale, tra spasmi di synth, drumming contorsionista e corde sodomizzate che dilatano un’unica, monumentale sensazione di disordine estatico. Un’esperienza senza sconti. Più che sonora, fisica. La seconda, invece, opera in maniera relativamente più pacata (non vi fidate troppo delle parole…), scegliendo la strada di un fluttuare amorfo e pur sempre caotico, in cui la chitarra suona al contempo malefica e irriconoscibile (un Caspar Brötzmann in compendio), l’elettronica stabilisce e distrugge punti di riferimento in continuazione e la sezione ritmica imperversa come una perturbazione deleteria. E’ un brano, questo, in cui meglio si evidenzia, forse, una prossimità “pericolosa” con il free-jazz più astratto e incompromissorio. Borbetomagus, insomma, giusto per citare uno dei nomi più famosi. Per cui, tirate le somme, definire questa musica col termine “skronktronics” è quasi una deduzione logica.

Nome che fa meno effetto, comunque, della paurosa carneficina sonica che si consuma in questi 35 minuti scarsi di delirio, cui, in ultima analisi, manca solo un po’ di “poesia” e un pizzico di tensione formale per aspirare davvero alla gloria.

16/02/2006

Tracklist

  1. 1. Untitled
  2. 2. Untitled

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