Garbage e Placebo live al Teenage Cancer Trust di Robert Smith: guarda i video e le scalette dello show, incluse cover dei Cure e di Sinéad O’Connor

29-03-2026
Le gigs del Teenage Cancer Trust, al Royal Albert Hall di Londra, affidate alla gestione di Robert Smith (Cure), nella serata del 28 marzo hanno avuto per protagonisti Placebo e Garbage, tra riletture del loro repertorio, cover di pezzi storici e recuperi inattesi.
Con Robert Smith subentrato a Roger Daltrey nella curatela del cartellone di quest’anno, la settimana di concerti si è aperta con gli Elbow, seguiti da set di grande impatto di Mogwai e My Bloody Valentine. I Manic Street Preachers hanno reso omaggio ai Cure con una cover di “Close To Me”, mentre i Chvrches hanno presentato in anteprima il nuovo brano “Conman”.
Tra il pubblico della serata di sabato, dedicata appunto a Placebo e Garbage, era presente anche Yungblud, già salito in passato sul palco con Brian Molko.

Il ritorno dei Placebo

Per i Placebo si trattava del primo concerto dopo quasi due anni di inattività, e la scelta è stata quella di un set ridotto, costruito su arrangiamenti spogli e rielaborati. L’apertura con la cover di “Jackie” di Sinéad O'Connor, assente dal oro repertorio dal vivo da oltre un decennio, ha impostato subito il tono: essenziale, sospeso, più concentrato sull’atmosfera che sull’impatto.



La scaletta è proseguita con brani come “Special Needs” e “Beautiful James”, mentre “Pure Morning”, riproposta per la prima volta dal 2018, ha segnato uno dei momenti di maggiore riconoscibilità. Più significativa ancora la ripresa di “Follow The Cops Back Home”, assente da oltre quindici anni, accolta dal pubblico con un’ovazione. Il set si è chiuso con “Centrefolds”, riportata sul palco dopo oltre vent’anni. Brian Molko non ha nascosto la tensione per il ritorno in scena, sottolineando il valore dell’occasione, ringraziando il pubblico, la charity e lo stesso Smith.



La scaletta dei Placebo si è articolata così:

Jackie (cover di Sinéad O’Connor)
Special Needs
Begin The End
Pure Morning
Taste In Men
Blind
Follow The Cops Back Home
Beautiful James
Slave To The Wage
Special K
Post Blue
Meds
Centrefolds

Garbage tra canzoni e slogan

L’ingresso dei Garbage, introdotto da “Laura Palmer’s Theme” di Angelo Badalamenti, ha segnato un cambio netto di registro. Il set della band di Shirley Manson ha alternato materiale recente e classici, mantenendo una struttura più compatta e diretta. I brani del nuovo album, come “There’s No Future in Optimism” e “Hold”, sono stati inseriti senza soluzione di continuità accanto a episodi storici come “Vow”, “Run Baby Run” e “I Think I’m Paranoid”.
Shirley Manson è intervenuta più volte, proponendo tematiche politiche - dalle proteste contro l’estrema destra svoltesi lo stesso giorno a Londra, fino alla difesa della comunità trans - criticando apertamente alcune recenti decisioni del governo britannico.




Tra le cover eseguite dai Garbage, quelle di “The Men Who Rule The World” di David Bowie e quella di “Lovesong” dei Cure, presentata come omaggio esplicito all’influenza di Smith. Il finale con “Stupid Girl” e “Only Happy When It Rains” ha scatenato l'entusiasmo del pubblico.



La scaletta dei Garbage è stata la seguente:

There’s No Future In Optimism
Hold
Fix Me Now
I Think I’m Paranoid
Vow
Run Baby Run
The Trick Is To Keep Breathing
Not My Idea
The Men Who Rule The World
Wolves
Lovesong (cover dei The Cure)
Chinese Fire Horse
Cherry Lips (Go Baby Go!)
When I Grow Up
Push It
The Day That I Met God

Encore:
Stupid Girl
Only Happy When It Rains

Il contesto della kermesse

La serata si inserisce in una rassegna più ampia che ha visto la partecipazione di artisti come Elbow, Mogwai e My Bloody Valentine, con diversi omaggi ai Cure distribuiti lungo il cartellone. In platea anche Yungblud, a indicare un pubblico trasversale per età e riferimenti. Nel complesso, l’evento ha funzionato come punto di convergenza tra repertorio e attualità: da un lato la rilettura di un patrimonio condiviso, dall’altro un uso esplicito del palco come spazio di presa di parola. Un equilibrio che definisce ancora oggi il ruolo di queste band all’interno di una scena che continua a riconoscersi attorno alla figura di Smith.

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