Dopo
l’arresto avvenuto a Londra durante una manifestazione contro il bando di Palestine Action, Robert Del Naja dei
Massive Attack è intervenuto su Instagram per ricostruire quanto accaduto e chiarire la propria posizione. Il fermo è avvenuto mentre il musicista esponeva un cartello con la scritta "I oppose genocide, I support Palestine Action", all’interno di una protesta che ha portato all’arresto di centinaia di persone.
"Durante il genocidio israeliano a Gaza, alla maggior parte delle persone, me compreso, è sembrato di impazzire lentamente", scrive Del Naja. "Com’è possibile che il mondo, incluso il governo britannico, permetta che accada una cosa del genere? La sensazione di follia è stata aggravata dalle politiche inspiegabili di molti organi di informazione britannici (tra cui la Bbc), che si sono rifiutati di dire il nome di chi stava commettendo un’atrocità dopo l’altra, e poi ancora e ancora. Era Israele, lo sapevano tutti che era Israele. Perché non dirlo?".
Nel suo intervento, l’artista contesta apertamente l’uso della legislazione antiterrorismo nei confronti di manifestazioni non violente e richiama le recenti decisioni giudiziarie che hanno messo in discussione la legittimità di alcuni arresti legati a queste proteste. "A proposito di follia, nella Gran Bretagna del 2026 si può essere arrestati in base al Terrorism Act per il semplice fatto di stare seduti in silenzio, tenendo in mano un cartello in cui c’è scritto che ti opponi al genocidio e sostieni azioni non violente per impedirlo. Ovviamente tutti sanno che è pura follia (compresi molti agenti di polizia che effettuano gli arresti e i giudici dell’Alta Corte che di recente li hanno dichiarati illegittimi), eppure, in qualche modo, si va avanti così. Tutti sanno anche che la pura disperazione degli attivisti di Palestine Action che vandalizzano attrezzature militari non è terrorismo. Nessuno ci crede davvero. Molti membri e consiglieri di alto livello di questo governo appartengono a un blocco ideologico che crede che “la guerra è pace” e ha ignorato milioni di manifestanti pacifici contro l’invasione illegale dell’Iraq. La loro arroganza e la loro fredda indifferenza crea la disperazione che poi sono determinati a reprimere nei tribunali".
Il discorso si allarga quindi al ruolo delle istituzioni e dei media britannici, accusati di contribuire a un clima politico che, secondo Del Naja, alimenta tensioni e irrigidimenti invece di affrontarne le cause. "Questa sensazione di follia può essere superata. Possiamo pretendere che il nostro governo rispetti il diritto internazionale per il quale generazioni hanno dato la vita. I cittadini del Regno Unito saranno meno disperati (e i nostri tribunali meno sovraccarichi) quando il nostro Paese agirà con l’integrità della Spagna, che ha rifiutato che il proprio territorio e i propri mezzi vengano usati per commettere crimini di guerra da parte di Stati Uniti e Israele".
In chiusura, il musicista dei Massive Attack interpreta il proprio arresto come parte di una tradizione più ampia di disobbedienza civile, in cui anche azioni minime assumono un peso politico. "Per raggiungere questi obiettivi vitali, qualche ora in custodia della polizia dopo un arresto illegittimo è un piccolo prezzo da pagare. La democrazia, i diritti civili e le libertà che oggi sono sanciti dalla Costituzione sono stati letteralmente costruiti su piccoli gesti come questi. Forse è per questo che questo governo draconiano vuole schiacciarle? Palestina libera. No alla guerra".