Generare dialoghi tra artisti affini. È questa la base della serie “Reflections” curata dalla newyorkese RVNG Intl., che per il suo terzo numero chiama in causa Félicia Atkinson e Christina Vantzou. Due compositrici di talento ed esperienza, legate da profonda amicizia, affascinate dai paesaggi marini non a caso oggetto di questa collaborazione a distanza.
I luoghi prescelti quale fonte di ispirazione sono quelli a loro cari, alcuni – la Grecia – dichiarati apertamente attraverso l’utilizzo dei field recordings , altri – la Normandia, Roma – mantenuti quale suggestione sensoriale. Le modulazioni atmosferiche e le recitazioni sussurrate in modalità asmr della Atkinson si combinano alla perfezione con l’immaginario etereo dal vago sapore modern classical della Vantzou, generando un insieme amniotico, altamente cinematografico. È il suono a farsi immagine, a diventare narrazione che coinvolge voce e strumenti di entrambe.
Lo spoken word impercettibile su un tessuto vagamente orchestrale di “Film Still / The Sea” incanala senza mezze misure in un flusso fatto di soundscape sintetici (“A Secret”, “Amour, a liquid state”), echi ambient dal Sol Levante (“With / You / Movement / Creatures”) e riduzione all’essenza (“Shines For Eternity”). Un andare lento quanto inesorabile, guidato dal rumore dell’acqua, dalla natura che si fonde al linguaggio dei droni e alle inflessioni classiche, culminando nella malinconia dalle venature cosmiche di “Scorpio Purple Skies”, impreziosita dalla presenza di John Also Bennett. Un naufragare “dolce” all’insegna della contemplazione.
09/06/2026