Vasco Rossi fa gli auguri a Mick Jagger: “Mi ha fatto capire l’attitudine delle rockstar”

27-07-2026

Vasco Rossi rende omaggio a Mick Jagger e, nel giorno dell’83° compleanno del frontman dei Rolling Stones, racconta quanto la figura del cantante britannico abbia contribuito a definire la sua idea di rockstar. Il rocker di Zocca ha affidato il messaggio a una storia pubblicata sui social: “Osservando Mick Jagger ho capito l’attitudine che deve avere una rockstar”. Un riconoscimento che va dunque oltre l’influenza strettamente musicale e riguarda soprattutto il modo di stare sul palco, l’energia e l’atteggiamento incarnati da Jagger nel corso di oltre sessant’anni di carriera.

Nelle stesse ore Vasco è tornato sui social anche per raccontare le proprie origini e il rapporto con la provincia, ricordando come la rabbia accumulata durante l’adolescenza sia diventata progressivamente uno dei motori della sua musica. Dall’arrivo in città dalla montagna, con la sensazione di essere considerato “di serie B”, fino alla prima grande delusione sentimentale, il cantante ripercorre alcune esperienze che avrebbero lasciato un segno profondo nella sua formazione personale e artistica.
Tra i brani nati anche da quelle ferite cita “Brava”, pubblicato nel 1980 nell’album “Colpa d’Alfredo”. Secondo Vasco, la svolta è arrivata quando ha imparato a trasformare la rabbia in energia creativa, facendone non più un elemento distruttivo ma il carburante della propria libertà.

Questo il post integrale di Vasco: “Dalla provincia, quando riesci a uscirne, esci bello incazzato! Io, quando ho cominciato, avevo una rabbia pazzesca. È stata il motore di tutto. L’adolescenza non è stata una passeggiata. Ho sofferto parecchio. Oggi si direbbe che sono stato bullizzato. Anche perché venivo dalla montagna e, allora, se arrivavi dalla montagna in città eri automaticamente considerato di serie B. Poi è arrivata anche la prima grande storia d’amore. Mi sono innamorato a diciassette anni… e ho preso una tranvata memorabile. Mi sono scontrato con una femminista degli anni Settanta… una vera dura! Era convinta che l’avessi tradita e non me l’ha mai perdonato. Mi ha letteralmente demolito. Quella botta mi ha segnato per anni. Per molto tempo ho tenuto lontane le relazioni importanti: cercavo solo rapporti occasionali, senza coinvolgimenti, senza condivisioni. Tutta quella rabbia, però, invece di lasciarla marcire dentro, l’ho buttata nelle canzoni. Brani come ‘Brava’ nascono anche da quelle ferite. Alla fine ho capito una cosa: la rabbia va incanalata. Va trasformata. Va trasmutata, come si dice oggi… in amore. Amore per quello che fai. È lì che cambia tutto. Io lo facevo già, senza rendermene conto. Oggi so che è il modo migliore per non farti distruggere dalla rabbia… ma per farne il carburante della tua libertà”.