MOONSPELL - Far From God

2026 (Napalm)
post gothic-metal

La figura del vampiro, che da sempre ha influenzato la discografia dei Moonspell, torna protagonista dopo due album (“1755” e “Hermitage”) in cui la band portoghese si era occupata di tutt’altro. Il “Nosferatu” di Eggers, che ha avuto riscontri altalenanti di pubblico e critica, ha sicuramente stimolato l’immaginario di Fernando Ribeiro, creando un parallelo tra la figura del vampiro e la filosofia di Nietzsche. Lontano da Dio è il vampiro che si mette in contrapposizione al divino, non più soltanto un simbolo gotico o un’icona horror, ma una rappresentazione dell’uomo che sceglie di vivere lontano da Dio, assumendosi fino in fondo il peso della propria libertà, così come il superuomo nietzscheano prende forma dopo la morte di Dio, costruendo autonomamente i propri valori. Così il singolo “Far From God” utilizza la stessa grafia del “Nosferatu” di Eggers e i riferimenti diventano espliciti.

Musicalmente il tredicesimo album degli alfieri del gothic metal rappresenta un’evoluzione coraggiosa che riduce al minimo la componente metal per accentuare l’atmosfera ed esaltare la componente romantica decadente tipica della letteratura vampiresca del Diciannovesimo secolo. Il brano iniziale “Cross Your Heart”, che si apre con chitarre riverberate decisamente post-rock in stile Mogwai, suona come una rivoluzione, un tentativo di rinnovare i consueti cliché del metal per superarsi dopo trent’anni di carriera.
“Far From God” riprende lo stile gothic rock con un basso in primo piano e chitarre lente e atmosferiche nella migliore tradizione dark. Se a questi elementi si aggiunge la voce di Ribeiro, calda e potente, si capisce di trovarsi di fronte a uno dei migliori brani dark dell’anno. Non c’è più la furia di “Irreligious”, ma la capacità di coniugare musica e letteratura, stavolta con aspetti chiaramente cinematografici, rimane immutata, senza mostrare alcuna nostalgia degli anni Novanta.

Altro brano decisamente vicino al post-rock strumentale dei Mogwai è “For The Love Of Mortals”, lento e crepuscolare, con testi dolorosi che esplicitano il peso dell’immortalità del vampiro, il quale finisce per invidiare la mortalità degli uomini. “Our Freedom To Fall” è l’unico momento davvero metal del disco, ma rallentato fino ai confini del doom. “Reconquista” chiude con chitarre dilatate e aggressive e la riconquista non è quella storica spagnola, ma quella della libertà di quella minoranza di uomini capaci di allontanarsi da Dio per avvicinarsi alla verità.

Siamo in territorio gothic metal, ma diverso da quello consueto. Un disco che vuole superare sé stesso e diventare post. Post-gothic metal.

01/08/2026

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