Massimo Padalino

Rumore su carta

Autore: Massimo Padalino
Titolo: Rumore su carta. Il ritmo della letteratura dal Beat ai postmoderni
Editore: Jimenez
Pagine: 336
Prezzo: 19 euro

Il problema dei libri che mettono insieme musica e letteratura è che si muovono su un terreno ormai ampiamente esplorato. Basta infatti frequentare un po’ l’argomento per ritrovarsi davanti alle solite connessioni: il jazz e la Beat Generation, il rock nei romanzi, gli scrittori musicofili, le playlist trasformate in materia narrativa.

La cosa interessante di “Rumore su carta”, il nuovo libro di Massimo Padalino, è che, pur partendo da un terreno parecchio battuto, riesce ad affrontarlo da una prospettiva personale. Il punto non è tanto capire quanto la musica sia presente nella letteratura, ma osservare come i suoi ritmi, le sue forme e il suo linguaggio possano influenzare il modo di scrivere. Con questo spirito guida, Padalino osserva la narrativa del Novecento come se avesse davanti una lunga registrazione piena di sovraincisioni, e allora una voce entra, un’altra si sovrappone, qualcosa viene ripetuto, deformato e finanche accelerato. Il jazz diventa un modello di libertà compositiva, il cut-up di Burroughs rompe la linearità del testo, il punk porta nella pagina rabbia e tensioni estreme, l’hip-hop diventa un nuovo modo di giocare con le parole e via di questo passo.

Quelli che propone l’autore, però, non sono semplicemente riferimenti musicali infilati qua e là nei romanzi, ma emergono come forme mentali capaci di incidere anche profondamente sulla scrittura. Questo permette a Padalino di muoversi con grande libertà tra autori anche molto diversi. Jack Kerouac e William S. Burroughs sono quasi inevitabili, certo, ma il percorso non si ferma alla Beat Generation, perché della partita sono anche Philip K. Dick, J. G. Ballard, Thomas Pynchon, Don DeLillo, Chuck Palahniuk, David Foster Wallace, Bret Easton Ellis, Roberto Bolaño e altri ancora. Ne viene fuori un intreccio di collegamenti in cui ogni autore porta naturalmente verso un altro, rendendo la lettura piacevole e piena di sorprese, perché pagina dopo pagina non sai mai dove ti porterà il percorso.

Chi conosce i suoi libri, sa che Padalino ha una cultura enorme, ma ancora una volta riesce a non farcene sentire l’eccessivo peso, risultando accattivante e muovendosi con agilità tra storia, filosofia, estetica, cultura pop, psicologia e, ovviamente, musica. Certo, a volte il percorso può sembrare un po’ tortuoso, ma è proprio questo a rendere “Rumore su carta” un libro così personale e, dunque, assolutamente consigliato.