MASTODON - Marrow Deep

2026 (Loma vista recordings)
progressive metal, sludge metal

Il peso della perdita, la fatica di ricostruire, il coraggio di continuare. I Mastodon non hanno mai fatto dischi leggeri, ma “Marrow Deep” arriva con un’ombra che non si può ignorare: è il primo album senza Brent Hinds, chitarrista che per venticinque anni ha inciso la sua impronta inconfondibile nel suono della band. La sua dipartita, dopo un addio burrascoso e l’incidente mortale che lo ha coinvolto, poteva segnare la fine per il gruppo. Invece i Mastodon hanno scelto di trasformare il lutto in musica, e il risultato e un disco che affronta il dolore a testa alta.

“Marrow Deep” è un album che vive di contraddizioni, è il più pesante degli ultimi anni ma anche il più melodico, il più prog ma anche il più diretto. Con l’arrivo di Nick Johnston alla chitarra e João Nogueira alle tastiere, la band ha ampliato il proprio vocabolario sonoro, aggiungendo strati di psichedelia e una dimensione quasi sinfonica che richiama i grandi classici del prog settantiano. Brani come “The Vanishing” con l’inconfondibile basso alla Geezer Butler e “Moth And Bone” sono esempi perfetti di questa nuova alchimia: tastiere che fluttuano come nuvole, chitarre che si contorcono, ritmi che cambiano pelle.

L’album si apre con “Barbarians Blood”, un concentrato di energia che sfoggia la doppia batteria di Ben Koller (Converge) e la rabbia di chi non si arrende. Ma è con “Your Ghost Again” che il disco trova il suo centro emotivo: un’elegia per Hinds e per la madre di Brann Dailor, che trasforma il dolore in una melodia struggente. “Snakes For Dinner”, con Josh Homme (Queens Of The Stone Age), è un altro momento di grazia, un tributo che mescola rabbia e rimpianto, chitarre taglienti e armonie che sembrano sospese.

La produzione di Kurt Ballou è impeccabile: potente, chiara, mai soffocante. La batteria di Brann Dailor è un gigante che si muove con leggerezza, le chitarre di Bill Kelliher e Nick Johnston si intrecciano invece come serpenti in un labirinto sonoro. È un ritorno che non cerca di sostituire Brent Hinds, ma di onorarlo per quanto possibile.
“Marrow Deep” non è un disco sulla fine, ma su ciò che viene dopo. I Mastodon hanno scavato in profondità, e quello che hanno trovato è la capacità di continuare, nonostante tutto, con un album che parla di perdita ma anche di rinascita. Ed è proprio questo che li rende ancora una delle band più importanti nel panorama del metal contemporaneo.

09/09/2026

Tracklist

  1. 1. Barbarians Blood
  2. 2. Poisonous Weapons
  3. 3. Your Ghost Again
  4. 4. Snakes for Dinner
  5. 5. Out Like a Lamb
  6. 6. In the Ruins
  7. 7. They're Coming For You
  8. 8. Golden Spires
  9. 9. Moth and Bone
  10. 10. A Vampire's Demeanor
  11. 11. The Vanishing
  12. 12. The Three Fates

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