È morto a 71 anni Cheetah Chrome, storico chitarrista dei Dead Boys e dei Rocket From The Tombs, tra le figure che contribuirono a definire il suono e l’attitudine della prima stagione del punk-rock americano. Il musicista, il cui vero nome era Eugene Richard O’Connor, è scomparso domenica 13 settembre. La causa della morte non è stata resa nota.
“Cheetah era un vero originale, uno degli architetti del movimento punk-rock”, hanno scritto i Dead Boys annunciandone la scomparsa. “Un uragano in forma umana che sconvolgeva il panorama musicale con riff di chitarra feroci e un’energia frenetica. Ma al di là di tutto questo, era anche semplicemente un ragazzo dolcissimo che amava il rock’n’roll”.
Nato a Cleveland, in Ohio, il 18 febbraio 1955, Chrome aveva mosso i primi passi nel 1974 entrando nei Rocket From The Tombs, formazione proto-punk dalla vita brevissima ma destinata a lasciare un’impronta profonda sull’underground statunitense. Il gruppo, nel quale militavano anche musicisti che avrebbero poi dato vita ai Pere Ubu, mescolava l’impatto degli Stooges e del rock più abrasivo con una scrittura radicale e nichilista. Nel 1975 arrivò ad aprire concerti di Television e Patti Smith, prima di sciogliersi nell’agosto dello stesso anno.
Dalle sue ceneri nacquero i Dead Boys. Chrome, insieme a Stiv Bators, Johnny Blitz, Jimmy Zero e Jeff Magnum, si trasferì a New York, entrando nel cuore della nascente scena del CBGB. I concerti del gruppo divennero rapidamente famosi per la loro violenza sonora e l’attitudine provocatoria: al centro dello spettacolo c’erano le performance spericolate di Bators e la chitarra tagliente di Chrome, capace di portare nel punk un’aggressività che non rinunciava alla tecnica e alla tradizione del rock’n’roll.
Nel 1977 uscì “Young, Loud And Snotty“, prodotto da Genya Ravan e diventato uno dei dischi fondamentali della prima ondata punk americana. Ad aprirlo era “Sonic Reducer”, destinata a trasformarsi in uno degli inni più duraturi del genere. L’anno successivo arrivò “We Have Come For Your Children”, prima dello scioglimento della band nel 1979.
Chrome continuò a suonare nella scena newyorkese, collaborando tra gli altri con gli Stilettos e formando Cheetah Chrome And The Casualties. Partecipò inoltre a “Siren”, album d’esordio solista di Ronnie Spector. Negli anni successivi i Dead Boys tornarono insieme in diverse occasioni: nel 2017 celebrarono il quarantennale del debutto con un tour e con “Still Snotty: Young, Loud And Snotty At 40”, nuova registrazione del loro primo album.
Nel 2003 Chrome aveva anche riportato in vita i Rocket From The Tombs insieme a David Thomas e Craig Bell, con Steve Mehlman dei Pere Ubu e Richard Lloyd dei Television. La nuova incarnazione pubblicò “Rocket Redux”, rilettura del vecchio repertorio, e successivamente “Barfly”, album di materiale inedito uscito nel 2011.
La sua storia non si limitò però ai Dead Boys e ai Rocket From The Tombs. Chrome suonò anche con Sylvain Sylvain dei New York Dolls nei Batusis, pubblicò nel 2010 l’autobiografia “Cheetah Chrome: A Dead Boy’s Tale From The Front Lines Of Punk Rock” e, dopo essersi trasferito a Nashville, lavorò alla Plowboy Records come direttore creativo A&R e responsabile dei progetti speciali. Nel 2014 pubblicò inoltre l’album solista “Solo”.
Numerosi i messaggi arrivati dal mondo del rock. Duff McKagan dei Guns N’ Roses ha ricordato quanto Chrome avesse influenzato il suo modo di concepire la musica: “Il tuo modo di suonare la chitarra e il tuo spirito d’assalto mi hanno insegnato tantissimo sull’aggressività e sulla precisione, nel punk e non solo. Avere avuto la possibilità di conoscerti negli ultimi anni è stato un vero onore. Dead Boys per sempre. Cheetah Chrome per sempre!!”.
La morte di Chrome arriva mentre i Dead Boys stavano preparando un nuovo tour per il 2027, pensato per celebrare i cinquant’anni di “Young, Loud And Snotty”: mezzo secolo dopo quel disco incendiario, il chitarrista restava così legato a una storia della quale era stato non soltanto protagonista, ma uno degli autentici artefici.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.