Il “Loop Tour” di Ed Sheeran negli Stati Uniti è finito nella bufera dopo l’esclusione di Macklemore dalle prossime date. Una decisione che il cantautore britannico ha attribuito ai promoter e ai gestori degli stadi, ma che ha provocato una reazione a catena: Aaron Rowe, Beoga e Lukas Graham hanno annunciato il ritiro dalle date americane, mentre Finneas ha rinunciato agli appuntamenti previsti più avanti in Sud America.
La presa di posizione di Macklemore
La vicenda nasce dai concerti al MetLife Stadium, in New Jersey. Durante la data del 5 settembre Macklemore, introducendo la sua canzone di protesta “Hind’s Hall”, aveva parlato della situazione a Gaza e in Cisgiordania e gridato “Free Palestine!”. Il rapper aveva anche precisato: “A tutti i miei fratelli e sorelle ebrei: criticare Israele, criticare l’apartheid ed essere contrari al genocidio non rappresenta in alcun modo una critica nei vostri confronti”.
Le sue parole hanno provocato proteste e pressioni sul promoter Messina Touring Group. Secondo quanto ricostruito negli Stati Uniti, alcuni proprietari degli impianti avrebbero comunicato di non essere disposti a ospitare Macklemore nelle successive tappe. Tra questi Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, che ha motivato la propria opposizione facendo riferimento non soltanto alle recenti dichiarazioni del rapper, ma anche a quella che ha definito “una più ampia storia di retorica e immagini antisemite che riteniamo profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica”. Macklemore ha quindi annunciato sui social la propria esclusione dal tour, sostenendo che il promoter avrebbe ceduto alle pressioni esercitate dai proprietari di alcuni stadi. Pur sottolineando il rapporto personale che lo lega da tempo a Sheeran, il rapper ha contestato le modalità della decisione e il peso esercitato, a suo giudizio, da soggetti economicamente molto influenti.
Sheeran è intervenuto a sua volta per chiarire di non aver deciso personalmente l’allontanamento di Macklemore. “L’esclusione di Macklemore dal tour è stata una decisione del promoter, non mia”, ha scritto, spiegando di aver discusso per giorni con le strutture coinvolte nel tentativo di trovare una soluzione: “La decisione della struttura e del promoter è stata definitiva”. Il musicista britannico ha aggiunto di rispettare “la determinazione di Macklemore nel far sentire la propria voce e battersi per ciò in cui crede”, ma ha rivendicato una scelta differente. Pur dichiarando di avere opinioni personali sul conflitto, Sheeran ha spiegato di preferire non trasformare i propri concerti in luoghi di dibattito politico, sostenendo di voler usare la musica per “unire persone di ogni provenienza e cultura” e offrire “un luogo sicuro e accogliente”.
Raffica di abbandoni
Le giustificazioni di Sheeran non hanno però fermato le defezioni. Aaron Rowe, che avrebbe dovuto partecipare alle restanti date nordamericane, ha annunciato il proprio ritiro pur definendo Sheeran un amico e ricordando quanto il suo sostegno sia stato importante per la propria carriera. Il cantautore irlandese ha motivato la decisione richiamandosi alla storia del proprio paese e affermando di non poter accettare che “dei miliardari usino la propria posizione di potere per mettere a tacere le voci legittime di chi si fa sentire”. Analoga la posizione dei Beoga, formazione folk irlandese legata da anni a Sheeran e prevista in alcuni momenti dei suoi concerti. “Siamo irlandesi e comprendiamo cosa significhi il colonialismo”, ha dichiarato il gruppo, ricordando la propria partecipazione al movimento Irish Artists for Palestine. Anche i Lukas Graham hanno rinunciato alle date, definendo difficile la scelta e ringraziando Sheeran. La band danese ha contestato l’idea che il potere economico possa stabilire quali argomenti possano trovare spazio su un palco: “Il denaro non conferisce il diritto di controllare la conversazione. Il conto in banca di nessuno dovrebbe decidere chi ha il diritto di parlare o quale sofferenza ci sia concesso riconoscere”.
Infine è arrivato il passo indietro di Finneas, fratello e storico collaboratore di Billie Eilish, che avrebbe dovuto accompagnare Sheeran in alcune date sudamericane. “Gli artisti non devono essere ridotti al silenzio quando prendono posizione a favore degli oppressi”, ha scritto. “Ho deciso di ritirarmi dalle prossime date del tour con Ed Sheeran. Sono al fianco della Palestina e del suo popolo”.
Gli insulti di Roger Waters
La controversia si è ulteriormente allargata con l’intervento a gamba tesa di Roger Waters. L’ex-leader dei Pink Floyd, da anni impegnato pubblicamente a sostegno della causa palestinese, ha attaccato direttamente Sheeran sui social, contrapponendo la sua posizione a quella di Macklemore e rivolgendogli parole durissime. Quella che era iniziata come una controversia legata alle dichiarazioni di Macklemore è diventata così un problema ben più ampio per il “Loop Tour”…
A message to @edsheeran regarding @macklemore . https://t.co/1bi8OsVPWd
— Roger Waters ✊ (@rogerwaters) September 16, 2026
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