Dall’italiana Lontano Series, divisione di Rohs! Records, un album che suona come un offuscato orizzonte marino. Sam Death e Ryan Watts (aka Tide e Akira Film Script) l’hanno concepito come uno spazio nel quale, attraverso il lavoro, il proprio turbamento può trasformarsi in docile resistenza. Comporre diventa un atto artigianale che attraverso la fatica creativa cura le ferite dell’animo. Così è nato un ambient evanescente e caliginoso che si disperde da orizzonti remoti, suscitando al contempo malinconia e consolazione, arrendevolezza e fermezza.
Nei tappeti elettronici ci si abbandona come al liquido annegamento imposto dalle maree; e nell’apertura di “The Long Way Home” ci si lascia confinare su un trasognato Mont-Saint-Michel, un’isola tidale che per naturale conseguenza ci separa da tutto ciò che siamo. Come nella successiva “Friends from Afar”, nella quale le pulsazioni dei glitch e i naturalistici field recordings, sempre più riverberati, sottoscrivono la distanza.
I pad di “Distant Signals” e “Steady Hands” si allargano più materici e sabbiosi, damascati dalle aeree parabole di pianoforte e dalla rifrangenza acquatica di synth alla Basinski. È il principio di un’evoluzione sonora e semantica che dalla nebbia granulosa di un apeiron ordina delicate trame sonore (“Parallel Lines”) e tratteggia voci indistinte (“First Glance”) che appaiono e scompaiono come intuizioni o richiami da aeroporti lontani, persi nella foschia.
Sul finale, il suono illimpidisce, si dilata, abbandona la varietà per abbracciare la vastità (“Becoming”) e l’incorporeità (“Light Leaks”). Si scivola in regioni via via più luminose, tramate da piccoli campionamenti che fanno il rumore delle consuetudini quotidiane, infuse di una dolente nuova serenità.
Un percorso raffigurato perfettamente nella bellissima fotografia di copertina: un relitto di legno che, seppur frantume di nave incagliato sulla riva, si ritrova eretto a meridiana, irradiato da una drammatica forza. Un album sensibile e partecipato, testimonianza di malattia e risanamento esistenziale, immagine analoga a quella di un Daniel Day-Lewis in fuga a San Frediano che per esorcizzare la crisi si dà alla vita di bottega.
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29/10/2026