A tre anni dalla scomparsa di Franco Battiato, la sua “Messa arcaica” per soli, coro e orchestra sarà nuovamente eseguita per una serata speciale al Duomo di Milano, il 16 maggio. La rappresentazione della Messa arcaica, a trent’anni dalla sua prima pubblicazione discografica, è la prima attività della Fondazione Franco Battiato, istituita su iniziativa della nipote e presidente Grazia Cristina Battiato. Gli interpreti saranno il Coro da Camera di Torino, diretto dal M° Dario Tabbia, e l’Orchestra da Camera Canova, sotto la guida del M° Antonio Ballista, Carlo Guaitoli al pianoforte, Angelo Privitera alle tastiere e alla programmazione, le voci di Lorna Windsor, mezzosoprano, e Giovanni Caccamo nel ruolo che all’epoca era di Battiato. I biglietti sono in vendita a questo indirizzo.
L’opera liturgica di Battiato, eseguita per la prima volta nel 1993 nella Basilica Superiore di Assisi (vedi video qui sopra) e registrata l’anno successivo, risuonerà attraverso le navate del maestoso Duomo milanese nelle sue partizioni classiche (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), promettendo una serata di intense emozioni e spiritualità. Il concerto, organizzato da IMARTS – International Music and Arts, con il sostegno della Fondazione Franco Battiato ETS, è stato reso possibile grazie all’ospitalità della Veneranda Fabbrica del Duomo con la sua Cappella Musicale e del Capitolo Metropolitano di Milano. L’evento vuole commemorare Franco Battiato come punto di riferimento culturale, unendo musica, spiritualità e storia in un contesto unico.
Così Franco Battiato commentava la sua opera: “Messa arcaica è una ricerca costante della bellezza, dell’armonia, della fluidità delle soluzioni che si muovono all’interno di ogni linguaggio prescelto. Per comunicare certi sentimenti, certe emozioni, certe opzioni del cuore, è necessario seguire strade ben definite. Un’esperienza per me estremamente significativa. Mi ha insegnato quanto sia strano questo nostro mondo musicale: dove capita di essere al centro di un tifo da mega-concerto rock anche quando si suona in una chiesa, anche quando si esegue un’opera che si muove lungo un tenuissimo filo orizzontale”.

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