David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo

20-01-2026
Autore: Paul Morley
Titolo: David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo
Editore: Hoepli
Pagine: 368
Prezzo: 22,90 euro

Perché sentiamo il bisogno di imporci delle regole come artisti?
Forse per togliere delle opzioni, oggi ci sono troppe scelte che si possono fare
(Da un dialogo fra David Bowie e il regista Thomas Vinterberg)

In corrispondenza con i dieci anni dalla scomparsa, e di conseguenza con i dieci anni dalla pubblicazione del drammatico testamento “Blackstar”, in molti hanno deciso di ricordare il percorso artistico e l’inestimabile lascito di David Bowie. Fra i tanti approfondimenti che si sono succeduti in questi giorni spicca anche il libro – edito da Hoepli - di Paul Morley, noto giornalista del NME, fra i biografi più autorevoli dell'universo musicale britannico, già autore del volume di successo “The Age Of Bowie”. Questa nuova opera si discosta dal concetto canonico di biografia: l’intera vita di Bowie è narrata, ma spesso ricorrendo a strategici salti temporali, negli agili capitoli che riflettono la natura duale del protagonista. Un lavoro che dispensa pillole iper-vitaminiche invitando ad approfondire gli aspetti narrati nel libro con l’ausilio non soltanto di tutta la musica incisa da Bowie, ma ancor più attraverso l’immane quantità di video che lo riguardano rintracciabili in rete.
Del resto una “playlist” davvero completa dell’artista inglese non può “limitarsi” alle canzoni – le sue e quelle scritte o prodotte per altri - ma deve necessariamente comprendere le numerose apparizioni televisive, le principali collaborazioni, le interviste rilasciate, le cerimonie di premiazione, le presenze nei talk show, le fotografie, i documentari, le conferenze stampa, i videoclip, i film ai quali ha partecipato, le città nelle quali ha vissuto. Il libro scandaglia tutto questo, realizzando sì un’inevitabile sintesi dell’universo Bowie, ma riuscendo a trattare in maniera esaustiva i momenti davvero significativi del suo percorso, una moltitudine di Bowie (Ziggy Stardust, Aladdin Sane e Thin White Duke sono soltanto i più conosciuti) generati da Bowie, in un tempo e in uno spazio che lui stesso divenne in grado di manipolare, alter ego destinati – in maniera beffarda - a sopravvivere ben più a lungo di lui stesso.

Nel libro (tradotto da Leonardo Follieri, con prefazione scritta da Manuel Agnelli e Paolo Fresu) ci sono la Swingin’ London degli anni Sessanta e la Berlino Ovest dei Settanta, Tony Visconti e Brian Eno, Mick Ronson e Marc Bolan, Lou Reed e Iggy Pop, tutti i suoi più stretti collaboratori e tutte le sue innumerevoli trasmutazioni. Ogni tappa rivela un artista sempre diverso, anche a distanza di pochi mesi, sempre costantemente avanti rispetto al proprio tempo, un’icona assoluta in grado di riscrivere le regole della musica, dell’arte in generale e dell’identità. Sempre rivolto al futuro, attento alla propria immagine, alle idee, alla ricerca dello slancio inusuale, cercando di essere pop ma al contempo fuori dagli schemi.
Morley indaga la personalità dell’artista, scandaglia i suoi pensieri, sin nei momenti più complicati, a Los Angeles, durante le session di registrazione che avrebbero condotto a “Station To Station”, quando Bowie tocca il fondo, consumato dalla fama e dagli abusi, arrivando persino a perdere qualsiasi contatto con la realtà.

Particolarmente interessante la trattazione di alcune delle interviste rilasciate da Bowie (ad esempio, quelle con Ryuichi Sakamoto e con il regista danese Thomas Vinterberg, uno dei promotori del collettivo d’avanguardia Dogma 95) e delle tante imperdibili ospitate televisive, fra le quali negli anni Settanta con Ellen DeGeneres e Cher, oltre alle celebri apparizioni a Top Of The Pops.
Ma il fulcro dell’operazione è la grande ricerca che Mosley esegue nella ricostruzione delle principali fonti di ispirazione che hanno caratterizzato la formazione e la crescita artistica di David Bowie. Dagli ascolti della musica jazz e pop nella fase adolescenziale, dai quali maturerà l’attenzione per la melodia e per gli accostamenti poco convenzionali, alle scoperte che continuerà a realizzare per tutta la vita, guidato da un'impareggiabile curiosità. Little Richard, i Velvet Underground, i grandi nomi del jazz, la musica concreta, e poi il kraut-rock, influenza determinante del periodo berlinese. In pratica, un libro nel libro, una piccola enciclopedia musicale in grado di offrire un’infinità di spunti, attraverso i quali diviene possibile ricostruire l’essenza della scrittura del genio di Bowie, nonché della sua innata passione per la sperimentazione e per il trasformismo.

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