La forza di questo nuovo disco di Lande Hekt, ormai veterana della scena britannica, è di non avere niente di sorprendente, né di caratteristico, dal punto di visto stilistico o sonoro; di affidarsi completamente alla scrittura per sostenersi.
Questo a tratti funziona, come negli svolazzi vocali quasi reminiscenti di Kate Bush della bella title track o, già in modo più debole, nell’iniziale midtempo di “Kitchen II”, forse più affascinante per il senso di atmosfera domestico-romantica che crea.
Per il resto il disco si attesta su un’aurea mediocrità che di per sé non ha niente di particolarmente negativo: tutte le tracce hanno una propria identità, come il power-pop di “A Million Broken Hearts” o il jangle di “Rabbits”, e in fin dei conti la scrittura funziona, nei momenti di maggior disposizione dell’ascoltatore.
Allo stesso tempo si fatica a trovare un angolo dal quale “Lucky Now” possa spiccare nel panorama attuale.
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16/02/2026