PELLEGRINO & ZODYACO - Koiné

2025 (Early sounds recordings)
funky jazz, nu disco

Chi ‘o sape si ‘e stelle chesta notte se fanno vedé

Nottata stregata come in un quadro di Monet

Chi ‘a vo’ corta e chi ‘a vo’ lunga comme ‘a stu café

Si sto scetato è pe’ isso nun è pe’ te

Sono in pista da un po’, Pellegrino e i suoi Zodyaco: la prima uscita è nel 2018 per Early Sound Recordings, preceduta di due anni dal debutto formato album di Pellegrino Snichelotto, che dell’etichetta è fondatore e principale motore. Giusto in quel 2016, Early Sounds Recordings pubblicava anche “The Tony Allen Experiments”, primo album dei Nu Guinea. Se oggi i Nu Genea (che nel frattempo han cambiato nome) sono internazionalmente riconosciuti come riferimento della nu-disco festante e jazzy made in Napoli, è anche grazie al lavoro di Snichelotto, che nella nuova onda “Napoliterranea” è stato il primo a credere.

Di acqua sotto i ponti, insomma, ne è passata parecchia da quei primi tempi, e il nome Pellegrino & Zodyaco è al suo terzo album, a cinque anni dall’inebriante “Morphé”, del 2020 (con Bassolino alle tastiere). “Koiné” non si limita ad affinare la formula: la espande, la rende più coesa, ne esplicita l’orizzonte.

“Mario”, con il suo ritornello leggiadro e caleidoscopico, è un gioiellino uptempo che nei suoi passaggi più fusion sembra richiamare i brasiliani Azymuth. “L’aura” è slanciata fin dal suo attacco latineggiante, e solarmente notturna grazie all’affiancamento di voce maschile e femminile, flessuosità funky, chitarra liquida, synth, sax.

“Palepoli” compie un altro passo verso una dimensione più urbana: ritmica un po’ reggae, voce quasi rappata, atmosfera più introversa ma sempre permeabile al movimento. “Facussì” spinge sull’acceleratore e si offre come pezzo più diretto e ballabile: basso incalzante quasi da city pop, tastiere scintillanti, fraseggi in staccato che si inseguono con fluidità e precisione.

Il mood è frizzante, i toni suonano spensierati e familiari, ma la tavolozza è perennemente solcata da un’anima esotica, una tensione verso l’altrove. Un’ambivalenza che è rivelatrice di quanto questa musica, solo in apparenza frivola, riesca a suscitare emozioni che toccano corde profonde e universali. L’elemento spirituale è ben espresso anche dalla copertina, splendida ed evocativa nel suo miscelare richiami di epoche, discipline e continenti molteplici. In effetti, ispirato a “Éloge de la fuite” di Henri Laborit, l’album è dichiaratamente un’esplorazione in cerca di un nuovo “linguaggio comune” (la Koiné del titolo) non soltanto musicale, capace di fondere le radici mediterranee con una visione globale e contemporanea.

In questi anni che ci vedono “iperconnessi con tutto e con tutti meno che con noi stessi” (parole di Snichelotto in una recente intervista televisiva), l’album suona come un invito a rallentare, a danzare, a riallacciare – anche solo per un attimo – i legami con la propria interiorità. Qualcuno potrà chiamare la formula di “Koiné” datata, ma la sua musica è semplicemente senza tempo.

24/04/2025

Tracklist

  1. 1. Pecché
  2. 2. Mario
  3. 3. L'aura
  4. 4. Palepoli
  5. 5. Saditè
  6. 6. La Malìa del Sur
  7. 7. Faccussì
  8. 8. Sirene

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