Il nuovo album di David Allred è senza dubbio il più difficile e sofferto della lunga carriera del musicista californiano, un autore che dalle prime timide incursioni cantautorali, prevalentemente acoustic-folk, si è evoluto verso un chamber-folk sempre più attiguo a certe sonorità ambient e neoclassiche.
Con “The Beautiful World” l’artista americano affronta il dolore per il suicidio di una cara amica, Lauren, ed è quindi naturale che sofferenza e abbandono siano i principali dettagli emotivi di un disco dove i sentimenti più viscerali sono spesso tenuti a bada. A dispetto della padronanza di vari stili precedentemente ostentata dall’autore, queste undici composizioni giocano al risparmio. Non è tanto il minimalismo l’archetipo sonoro scelto da David Allred per questo progetto (anche se Steve Reich è sempre dietro le quinte), quanto un oscuro e indefinito insieme di stati emotivi volutamente slegati, come se il musicista volesse trovare un punto di contatto tra vita e morte, speranza e oblio.
Man mano che il corpo sonoro diventa più palpabile e armonicamente definito (“Introverts As Leaders”), cresce lentamente anche la tensione (“Good Afternoon”), per esplodere nelle pur placide braccia dell’unica composizione definita e più convenzionale (“Oh Lauren”), il brano diventa elemento quasi catartico: David Allred non indugia sulla sofferenza, cercando nei dettagli spunti per una rinascita della fantasia e del desiderio. Affidati gli ultimi attimi di perplessità all’evocativa “The Door”, rispolvera la passione per il folk in “Look” per poi proiettarsi verso il futuro con la lunga escursione space-psych-folk a base di drone-music di “Elevation 145”, chiudendo così il cerchio di un album intenso e coraggioso.
Album decisamente più intimo e introverso, “The Beautiful World” non è un disco facile da approcciare e non è neanche uno dei più coinvolgenti del musicista americano. David Allred ha volutamente optato per un profilo basso, lo conferma la scelta di pubblicare solo 300 copie, come a voler sottolineare la valenza intima di sentimenti così profondi e personali.
Dubito che questo lavoro conquisterà un qualsiasi posto nei consuntivi dell’anno in corso, ma chi avrà il piacere di incontrarne la placida bellezza difficilmente lo accantonerà dopo pochi ascolti.
14/02/2025