Dopo "
Suspiria" di
Guadagnino - che per "
Challengers" ha optato per la premiata ditta
Ross-Reznor -
Thom Yorke torna ad accompagnare con la sue note una pellicola italiana: "
Confidenza" di Daniele Lucchetti, da poco nelle sale italiane. Non è la prima volta che il regista italiano si rivolge alle note del leader dei
Radiohead: per "Codice Carla", documentario su Carla Fracci, Luchetti aveva usato dei passaggi degli
Atoms for Peace. Per il nuovo film, sempre tratto dai romanzi di Domenico Starnone, il regista può contare sulle composizioni originali del
musicista britannico.
L'impostazione rimane classica: pianoforte, gli archi della London Contemporary Orchestra. E qualcosa di sinistro, rispetto a "Suspiria" meno spettrale e più inquieto, rimane anche qui. Basti ascoltare l'iniziale "The Big City". Ad impreziosire il lavoro, le sfumature jazz (che a qualcuno ricorderanno alcuni scorci di "
Amnesiac"), in cui Yorke si fa accompagnare dal compagno di battaglia degli
Smile, Tom Skinner. Ulteriore collegamento con il terzetto è la presenza di Sam Petts-Davies, produttore proprio di "
Wall Of Eyes" (e della precedente
score per Guadagnino).
Perla di questa colonna sonora è "
Knife Edge", brano dove Yorke, tra i colpi delicati del pianoforte, su un tappeto d'archi, si impegna in una
performance vocale degna del suo miglior repertorio. Sullo stesso livello l'altro momento cantato, "
Four Ways In Time".
Dopo tre brevi frammenti - "Letting Down Gently", "Secret Clarinet" e l'angosciante "In The Trees" - ecco uno dei momenti più movimentati e
jazzy: "Prize Giving". A chiudere il lavoro intento ad accompagnare, come meglio non si potrebbe, i travagliati momenti della vita del professor Vella, il
mood frenetico e in crescendo di "On The Edge".