Sono dovuti passare ben sei anni per potere avere il piacere di riascoltare un nuovo Lp dei The Singer Is Dead, band post-rock strumentale di Milano giunta al terzo album. Il quartetto aveva già convinto con i primi due album e questo nuovo lavoro continua decisamente sulla riga dei precedenti senza scossoni, ma senza cali di creatività.
La ricetta c’è e funziona, quindi l’idea è quella di non cambiarla. Tutto chiaro sin da “Love Is A Dumb Sport”, uno dei momenti più riusciti, che contiene tutte le coordinate del post-rock strumentale del quartetto, debitore delle sonorità dei Mogwai o degli Explosions In The Sky, fonte di ispirazione che viene rielaborata con una certa riconoscibilità, tra ironia e leggerezza dei suoni, con crescendi e accelerazioni comunque impetuosi.
The Singer Is Dead sono ormai maestri nel post-rock incentrato sul suono delle chitarre. Due chitarre, un basso e una batteria che dialogano alla perfezione creando complesse costruzione sonore, cavalcate post-rock che riescono a essere sempre coinvolgenti. “The Girl Sleeping Next To Me” o “Djoser’s Pyramid”, con il loro andamento prima lento per poi accelerare, sono due brani tipici dell’idea di post della band milanese dei fratelli Doldi: canzoni che, pur non proponendo particolari novità, sono sempre credibili e interessanti minuto dopo minuto.
Questo basta per far entrare di diritto i The Singer Is Dead nella scena post-rock italiana con autorevolezza.