Il progetto ‘t Geruis, opera di un misterioso musicista belga di cui si sa solo il nome, Daniel, è uno di quelli che intendono la musica ambient come totale immersione dell’ascoltatore nel suono. Dopo “Various Thoughts And Places” (2021), il nuovo LP “Slow Dance On Moss Beds” conferma un autore capace di melodie semplici e immersive, loop caratterizzati da una bassa qualità di suono come nei primi lavori degli svedesi Library Tapes, con note di piano che sembrano registrate su nastri di vari decenni fa o synth che simulano i suoni delle vecchie orchestre jazz degli anni Venti, ricordando almeno timbricamente il progetto The Caretaker.
Si tratta dunque di un ambient alquanto differente da quello del maestro Eno: non musica come arredamento, che può essere ascoltata o ignorata a seconda della momentanea volontà dell’ascoltatore, ma un suono che chiede di essere seguito con attenzione per potersi compenetrare nella mente in un trip di tappeti sonori minimali. Come spesso accade nella musica d’ambiente, il soggetto è la natura o, in questo caso, i suoni della natura, come fa intendere anche il titolo, traducibile come “danza lenta su letti di muschio”.
Dai loop di piano estremamente lo-fi di “La Petite Rivière” ai timbri da orchestre fantasma della iper-hantologica “Langoureuse”, sino all’ambient velato di dark di “L’arrivée D’un Visiteur”, tutto è pervaso da un fascino legato al passato, come di fantasmi e ricordi che permangono nel presente. Vi sono momenti in cui l’autore ricerca un tentativo di melodia, sfiorando un’idea molto vaga di world music rallentata, quasi cinematica (“Iets Kostbaars”), ma è senz’altro negli episodi più sfocati e malinconici che Daniel mette maggiormente a fuoco la propria poetica.
23/02/2022