Dopo quattro anni di attesa, gli statunitensi
AFI (A Fire Inside) decidono di scoprire le carte in tavola e aprirsi del tutto al loro amore per le sonorità
wave anni 80: "Bodies" è un lavoro nostalgico, curato nella ricerca sonora, innaffiato di atmosfere lievemente malinconiche ma senza strafare, guidato dalla voce espressiva di Davey Havok.
Se si eccettua l'iniziale "Twisted Tongues",
catchy e solare, e alcune parentesi un po' più schitarrate come le punk-pop "Looking Tragic" e "No Eyes", il lavoro pesca a piene mani dal periodo post-punk e dark. Ci sono nenie cullanti che ricordano i
Cure ("Dulcería") e gli
Smiths ("On Your Back"), piccole pennellate synth-pop miscelate agli arrangiamenti chitarristici punkeggianti ("Escape From Los Angeles", sorta di incrocio tra
Depeche Mode e
Misfits), rimandi ai
Siouxsie and the Banshees e ai
New Order ("Death Of The Party"), malinconici mix tra
Joy Division e
Green Day ("Begging For Trouble").
La fedeltà sincera e appassionata a certe sonorità è apprezzabile, la volontà di seguire la propria ispirazione anche, ma a mancare spesso è la scrittura delle canzoni. Gli AFI alternano pezzi forse non brillanti, ma genuini, ispirati nelle tonalità e negli umori, ad altri che suonano rattoppati, con pochi spunti melodici senza troppa convinzione e mordente.
In particolare, le canzoni più carismatiche si concentrano nella prima metà dell'album, mentre nella seconda si fanno più stantie, quasi esercizi di stile fini a sé stessi. La finale "Tied To A Tee" è una marcia funebre dolceamara in cui il gruppo cerca di esaltare l'atmosfera, ma è penalizzata dalla ripetitività, dal contrasto non efficace tra gli arrangiamenti volutamente scarni e il ritornello emotivo, e dall'improvvisa conclusione non enfatica.
Per la maggior parte, le canzoni sono brevi, retaggio delle origini del gruppo, il che da un lato è un aspetto positivo perché il disco scorre immediato e fluido, ma dall'altro fa suonare il tutto meno sviluppato e profondo di quanto potrebbe. Gli AFI hanno però trovato gli ingredienti a loro più congeniali e si può riporre fiducia nel futuro.