GOAT GIRL - Goat Girl

2018 (Rough trade)
post-punk

Di fronte ad un esordio come quello delle Goat Girl scatta una serie di meccanismi critici e cerebrali alquanto complessi. Come si può infatti negare un credito e un’attenzione superiore alla norma a una band che ha avuto il beneplacito del compianto Mark E. Smith dei Fall, o per la quale la stampa ha tirato in ballo paragoni altisonanti e imbarazzanti (Throwing Muses, X, Television, Gun Club, Libertines, Elastica e perfino Syd Barrett)? 

Con diciannove brani (tra i quali cinque interludi strumentali), che solo in due casi superano i tre minuti, e un rigore stilistico (pop-punk, blues, rock’n roll e country) che predilige toni asciutti ma mai forzatamente aspri, tutte le aspettative sembrano essere soddisfatte. Quello che emotivamente è infatti lecito chiedere a una formazione post-punk contemporanea è preservare quell’essenzialità armonica e strumentale che fa tanto chic & cool. La cosa veramente sorprendente dell’esordio delle Goat Girl è che, al di là delle premesse intellettuali, riesce a rappresentare la realtà giovanile inglese con un linguaggio onesto, autentico e artisticamente notevole.

È un manifesto generazionale ricco di risvolti sociali e personali, musicalmente inquieto ed avvincente. Ogni brano scaturisce da un’idea potente, da un’elaborazione fisica e mentale intensa: sono infatti canzoni più congeniali alle logiche della no-wave o della rivoluzione post-“Rain Dogs” di Tom Waits (“A Swamp Dogs Tale”, “Moonlit Monkey”, “Hanks Theme”). 

Ogni tassello è prezioso e autentico come un pezzo di un mosaico, la versatilità timbrica della voce di Clottie Cream, il suono primitivo della batteria di Rosy Bones, gli assoli quasi country-psych di Ellie e il ronzio del basso di Naima scandiscono i tempi e i luoghi di un album che vuol essere una piccola guida “non turistica” nella realtà della parte più a sud di South London.

Facile innamorarsi dello stralunato dandy-punk di “The Man With No Heart Or Brain”, o del caos à-la Fall di “Little Liar”; ancor più semplice restare ammaliati dal country-punk quasi rockabilly di “Slowly Reclines” e dalla fraudolenta dolcezza di “Burn The Stake”, ed è inutile resistere alle languide e ruffiane sonorità di “Tomorrow” (cover di un brano della colonna sonora del film “Piccoli Gangsters”).

Le Goat Girl non mirano al cuore dell’ascoltatore, ma alla sua pelle e ai suoi nervi: quello che raccontano nel loro esordio non è un romanzo o una storia a lieto fine, sono solo racconti e divagazioni tra amiche che sentono il peso ingombrante della vita urbana. C’è un’urgenza emotiva che non può attendere le logiche della maturità e dell’esperienza, la musica e le parole sono ora limpide (“Creep”) ora caliginose (“Viper Fish”), in quanto frutto di un realtà sociale in preda a una dicotomia, la stessa che anni fa tentarono di mettere in musica Butthole Surfers, Cramps e Chrome, e che in tempi recenti i Fat White Family hanno rimesso al centro delle loro distorsioni pop-psych.

Resta comunque un album difficile da comprendere fino in fondo, “Goat Girl”: le tracce si susseguono come se fossero scampoli di canzoni abbandonate a metà, come se le autrici fossero in preda all’indolenza della depressione o al nichilismo pre-revoluzione.

Il fulgore di brani come “I Don’t Care Part 2“ e “Country Sleaze” è altresì indice di una lucidità e di una disinvolta padronanza creativa, che si traduce in una poetica punk viscerale e autentica. Niente trucchi ed effetti speciali per una musica che mette ordine in un racconto generazionale nel quale rabbia e speranza sembrano avere ancora un senso.

15/05/2018

Tracklist

  1. 1. Salty Sounds
  2. 2. Burn The Stake
  3. 3. Creep
  4. 4. Viper Fish
  5. 5. A Swamp Dogs Tale
  6. 6. Cracker Drool
  7. 7. Slowly Reclines
  8. 8. The Man With No Heart Or Brain
  9. 9. Moonlit Monkey
  10. 10. The Man
  11. 11. Lay Down
  12. 12. I Don't Care Part 1
  13. 13. Hanks Theme
  14. 14. I Don't Care Part 2
  15. 15. Throw Me A Bone
  16. 16. Dance of Dirty Leftovers
  17. 17. Little Liar
  18. 18. Country Sleaze
  19. 19. Tomorrow

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