Kassel Jaeger e Jim O'Rourke sono due musicisti da sempre propensi a collaborazioni e contaminazioni delle più svariate. Da quelle con
Oren Ambarchi, che ha già collaborato sia con
Kassel Jaeger in "Pale Calling" (2016) che con
Jim O'Rourke in "
Behold" (2015), alle svariate collaborazioni di O'Rourke che nella sua lunghissima carriera è passato dagli anni 90 da estroso epigono dei maestri dell'avanguardia alle esperienze con gruppi rock del calibro di
Wilco o
Sonic Youth fino ai più recenti ("
The Visitors") lavori esploranti i più reconditi anfratti di un (post)folk-rock ripetitivo che omaggia
John Fahey.
L'elemento su cui poggia le proprie basi il nuovo "Wakes On Cerulean" è l'acqua, punto di partenza per suoni liquidi ed eterei che si caricano lentamente di energia e vitalità. I due protagonisti dell'elettronica contemporanea ci conducono in un viaggio di trentacinque minuti fatto di cromatismi vari, composti da spiragli di
concrete musique, manipolazioni elettroniche, lontani accordi di chitarra e flebilissimi
loop che sanno più di sogno lisergico che di ossessione ripetitiva. L'acqua diventa luogo della nascita della vita, grembo che da il via a una miriade di impercettibili suoni fluttuanti in un etere amaterico.
L'evoluzione di "Wakes On Cerulean A" giunge dopo i primi dieci minuti di microscopici
pattern richiamanti primordiali forme di vita a quelli che sembrano ululati di esseri viventi complessi e articolati. Il processo si conclude con i notevolissimi tre minuti finali che creano un ponte ideale tra la musica cosmica e l'imponenza
wagneriana.
"Wakes On Cerulean B" inizia con delicati accordi di chitarra che si disperdono nei flussi elettronici ambient; la pacatezza sembra prevalere rispetto i timbri eccitati del primo brano, ma questa calma apparente è satura di tensione che cresce sino a placarsi - ancora una volta dopo dieci minuti - con le note di un organo quasi da psichedelia
floydiana. Il flusso sintetico accompagnato dalle corde di chitarra termina improvvisamente - come in un ciclo vitale che inizia e finisce continuamente - come era iniziato l'album; con nuove frequenze pulsanti ed eccitate cariche di vitalità, ondeggianti in una festa gioiosa che inneggia alla vita.