Giorgio Ciccarelli

30-03-2026

di Claudio Lancia
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Per circa quindici anni ha legato il suo nome a quello degli Afterhours, un'esperienza che già da sola lo pone nella ristretta schiera dei musicisti italiani più determinanti degli ultimi anni. Oltre ad aver contribuito alla realizzazione di album fondamentali della band di Manuel Agnelli – di particolare rilevanza il contributo nella scrittura de “I milanesi ammazzano il sabato” e "Padania" - Giorgio Ciccarelli è stato anche spirito guida di altri progetti importanti del circuito indipendente, fra i quali meritano menzione speciale gli irriverenti Sux!, che mi capitò di vedere dal vivo proprio in apertura agli Afterhours, nonché collaboratore dei Carnival Of Fools di Mauro Ermanno Giovanardi e dei Six Minute War Madness di Xabier Iriondo.
I suoi esordi risalgono agli anni Ottanta, in band minori come Colour Moves e Sundowner. Dopo gli Afterhours, dai quali è fuoriuscito nel 2014, al termine del tour a supporto di “Padania”, Giorgio Ciccarelli ha portato avanti un percorso solista si grande qualità, tornando ad affrontare tutte le difficoltà insite nel tentare di ritagliarsi spazio in un contesto musicale “alternativo” sempre più saturo.
A Luci Spente”, il quarto album a nome proprio, pubblicato a novembre del 2025, si rivela un lavoro maturo e molto ben arrangiato, a metà strada fra i suoi trascorsi e una forma di cantautorato che potrebbe ricordare il Fossati de “La disciplina della terra”. Con la caratteristica voce rauca piazza subito una traccia dall’andatura sontuosa, “A luci spente”, la title track, costruita su abili trame composte al pianoforte. Le chitarre divengono protagoniste nella successiva “Peccati” e nel resto del disco trovano spazio anche numerosi interventi affidati all’elettronica, come nel caso della sezione finale di "Nesuno è niente". Scuro e minaccioso in “Dentro il vuoto”, più radiofonico in “Muori e sei vivo”, ispirato da Emidio Clementi in “Difficile come ogni cosa”, Ciccarelli dimostra di avere parecchie frecce al proprio arco, dando prova di grande intensità emotiva. “A luci spente” è un album schietto e introspettivo, interamente prodotto e suonato dallo stesso Ciccarelli, il quale rinnova la collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Tito Faraci, autore dei testi, delinenado un percorso che affronta tematiche dolorose ma, malgrado tutto e tutti, indica anche una possibile via d’uscita.
www.giorgiociccarelli.com