Il duemilasedici verrà ricordato, oltre che per le morti illustri e per il chiacchieratissimo Premio Nobel a
Bob Dylan, come l’anno più retromaniaco di sempre. Un trend, in realtà, inaugurato lo scorso 2015 con la release su YouTube di quel gioiellino
retrolizioso di nome “Kung Fury” di David Sandberg (con annessa
title track di sua maestà David Hasselhoff); continuata poi con tutto l’
hype per la celebrazione del trentennale di “Ritorno al futuro” ed esplosa poi, definitivamente e in maniera roboante, nel 2016 con il fenomeno targato Netflix “Stranger Things”. Proprio dalla
colonna sonora del serial dei Duffer Brothers si deve necessariamente partire per parlare del secondo Lp (il
primo è del 2012) dei S U R V I V E:
in primis perché Kyle Dixon e Michael Stein, due quarti del collettivo di Austin, sono i curatori della O.S.T. di “Stranger Things”; in seconda istanza perché sono al momento l’unico e giusto compromesso tra contemporaneità e retromaniacalità.
“RR7349”, titolo criptico in linea con tutte le loro uscite discografiche, è un mischione di ottima fattura, nel quale si attinge a piene mani dal lavoro del maestro dell’horror scopertosi
frontman per grandi concerti
John Carpenter, dalla teutonica
elektronische musik dei
Tangerine Dream (“Romance 76” di Peter Baumann ha compiuto proprio quest’anno quarant'anni tondi tondi), passando per il mattatore degli Academy Awards della synth-music
Vangelis. Quarantadue minuti di ottime tracce (“Wardenclyffe”, “A.H.B.”, “Copter” con quel suo intermezzo
catchy orientaleggiante e la conclusiva
chiptune “Cutthroat” sono veramente notevoli), ma anche episodi di eccessivo manierismo (la
badalamentiana “Low Fog”, per esempio) che però non vanno a intaccare il giudizio positivissimo sulla seconda prova sulla lunga distanza dei S U R V I V E.
Insieme ad “Atlas” di FM-84 (
producer scozzese/californiano da annotare sul taccuino), “RR7349” è uno dei migliori lavori di nostalgica synthwave degli ultimi anni. Di sicuro la migliore di questo 2016 agli sgoccioli.