Cymbient - Arced

2015 (Folkwit Records)
chamber, psych-surf

Ostinazione e originalità non mancano ai gallesi Cymbient, gruppo di Cardiff capitanato da Andy Fung (già membro dei No Thee No Ess e Derrero), autori di una psichedelia straniante, ricca di melodie tortuose che sembrano cozzare con le vocazioni surf e west-coast delle armonie vocali.

“Arced” è il quarto capitolo della band, sempre in bilico tra atmosfere rilassanti e contrappunti sonori, che danno vita a una distorsione lirica a volte quasi irritante, soprattutto per la grande tessitura strumentale che le soggiace, e che non trova mai quella catarsi liberatoria che dia un senso alle continue digressioni.
Le chitarre sono ora languidamente pinkfloydiane (“Arced”), ora energicamente intrise di rock-blues (“All Alone At Sunrise”); la musica è a tratti pop (“Outward Bound”) ma senza verve da classifica, oppure quasi acid-psych ma innaffiata di gazzosa e miele (“Future Is Pure Light”), quasi a volersi negare un potenziale appeal.

L’America è dietro l’angolo, tra echi surf immersi nelle nebbie dell’alcol (“Sunlight Curves”), divagazioni alla Grateful Dead meets Grandaddy (“West Coast”), ma la band convince maggiormente quando si lascia andare in progressioni strumentali più energiche, come quando in “Pre-Flight Mode” le effusioni rock-blues e psichedeliche  e i contrappunti di voce e piano danno vita a una ballata quasi sbronza, che evoca, con le dovute cautele del caso, Soft Machine e Captain Beefheart.

L’iniziale “It’s All Over Now” è esemplare nella sua delicata e suadente creazione armonica, che in verità fatica a uscir fuori a un primo ascolto, tra contrappunti di piano, cori e orchestra che srotolano, senza apparente logica, un tessuto sonoro che dopo svariati ascolti affascina e incanta.
Una maggior coesione non guasterebbe agli scozzesi, che nel tentativo di suonare destabilizzanti perdono a volte la direzione dell’insieme, come in “Breath”, dove la banalità è resa ancora più evidente dalle tediose intonazioni vocali, ma “Arced” è un album volutamente atonale e atipico.

In definitiva, i Cymbient sono ostinatamente alla ricerca di un pubblico non occasionale ma fedele, non distratto ma svogliato; le orchestrazioni e le costruzioni strumentali sono sopraffine, le melodie sono ricercate e intelligenti, ma non sperate di farne il sottofondo delle vostre giornate: questa è musica dolorosa, irritante, abulica, ma necessaria in un panorama artistico spesso omologato e prevedibile.

Tracklist

  1. It's All Over Now
  2. Arced
  3. Pre-Flight Mode
  4. All Alone At Sunrise
  5. Outward Bound
  6. Future Is Pure Light
  7. Sunlight Curves
  8. West Coast
  9. Breath
  10. Coming Down to See You


Cymbient sul web