In poco più di tre anni di attività la Spectrum Spools di John Elliott è diventata un punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica elettronica. Il ricco catalogo dell’etichetta nata come costola della più blasonata Editions Mego si può dividere in due grandi parti: la prima raggruppa quei progetti che cercano di aggiornare la grammatica della Berlin school; la seconda mette insieme le frange più sperimentali della scena sotterranea a stelle e strisce.
Entrambe le correnti sono emerse all’inizio degli anni Zero grazie all’attività di micro-etichette che spesso pubblicavano solo cd-r o cassette. Poi il successo degli Emeralds ha portato a galla nomi altrimenti destinati a scomparire dalle mappe ancora prima di essere notati. Non c’è da stupirsi quindi che proprio l’ex-Emeralds John Elliott curi le pubblicazioni della Spectrum Spools, pubblicando spesso artisti di quella scena di Cleveland che ha visto crescere da vicino. Come James A. Donadio, alias Prostitues, che per l’etichetta di Elliott ha appena pubblicato il suo nuovo album, “Petit Cochon”.
La partenza è un beat scarno e asciutto tagliato con l’accetta, come si usava sui primi dischi di hip-hop, impreziosito da un groove quasi industrial (“Powerful Magnets”). Senza soluzione di continuità il suono si perde nel magma krauto di “The Bluffer’s Corporation”. In meno di cinque minuti sono emerse le due anime di Prostitutes: quella ambient-space e quella più cattiva, quasi punk, dove si fa sentire il passato rock di Donadio (che non molti anni fa ha suonato anche con membri dei Pere Ubu).
La marcia in 4/4 di “Tube Without Exit”, la techno amniotica di “Build Your Kits”, l’assalto tribale di “Cylindrical Habitat” e, soprattutto, la sinuosa “Four Basic Forces” mostrano tutto l’amore di Donadio per la techno-dub della Chain Reaction.
Il disco è disponibile solo in Lp e Dl.
27/08/2014