Del trio vocale delle Silver Convention abbiamo recentemente parlato in occasione della ristampa del loro primo album, “Save Me” (Jupiter 1975), descrivendolo come uno dei dischi fondamentali di tutta la corrente euro-disco (le Silver Convention erano infatti stanziate in Germania, benché le loro sonorità fossero americane al 100%) e di tutta la disco-music in generale. Visto l’enorme successo di vendite del loro brano simbolo, “Fly Robin Fly”, il team produttivo formato da Sylvester Levay e da Stephan Prager si mise immediatamente all’opera, sfornando l’anno successivo un nuovo album per le tre ragazze, “Get Up And Boogie” (Midland International 1976), che è una copia carbone esatta del primo album. Le dure leggi del marketing discografico parlano chiaro, specialmente per la musica pop: la vecchia squadra non si cambia e non va cambiato di una virgola lo stile musicale.
Fortunatamente, “Get Up And Boogie” (letteralmente, “alzati e balla agitandoti”) non è un disco di troppo inferiore a “Save Me”, anzi, per certi versi, si tratta di un disco più maturo e meglio arrangiato, sebbene manchi un vero brano-cardine e un effetto-sorpresa. La title track è il nuovo classico, con il suo bel groove ritmico, perfetto per ogni dancefloor. “No, No, Joe” è un prezioso brano “smooth-soul”, che non avrebbe sfigurato su uno dei coevi album americani dello stesso genere. “You’ve Turned Me On” è praticamente uguale a “Fly Robin Fly”, proprio a dimostrare di non voler deludere i vecchi fan.
“San Francisco Hustle” è l’ennesimo omaggio alla Love Unlimited Orchestra, mentre le consuete sdolcinatezze sono ripartite qua e là, specialmente in “You Got What It Takes” e nella languida “Thank You, Mr. D.J.”. Il divertente reggae caraibico di “The Boy With The Ooh-La-La” è il brano più clamoroso, essendo un plagio spudorato della famosa “In The Summertime” dei Mungo Jerry, di ben sei anni prima.
Completano la ristampa le versioni disco-mix estese di “Get Up And Boogie” e di “No, No, Joe”. Il mastering di Wayne A. Dickson dona brillantezza e ottima dinamica ai pezzi. Per le Silver Convention erano giunti i tempi degli ultimi fuochi e, ormai agli sgoccioli, furono soppiantate solo un anno più tardi da una nuova ondata di effimeri artisti del mondo delle discoteche. Le loro prime cose, però, comprese quelle in questo album, non saranno dimenticate.
29/07/2014