Il chitarrista jazz-avanguardista austriaco Burkhard Paul Stangl rende omaggio al pittore romantico inglese William Turner con un disco di un’intensità strabiliante.
Affascinato soprattutto dalle sue tarde opere incompiute (le stesse che colpirono Monet in viaggio a Londra nel 1870), Stangl ha cercato di ricreare con i suoni della sua magnifica sei corde l’universo pre-impressionista del pittore inglese.
Solo tre le tracce in scaletta, ma la prima, un medley diviso in tre parti di ben 33 minuti, vale da sola l’acquisto del cd: nella prima parte, “mellow”, il chitarrista cesella lo spazio con la grazia di un orafo, definendo le coordinate con pochissimi tocchi; nella seconda parte, “Waiting”, Stangl costruisce un vero e proprio drone, capace di trasportare i neuroni tra i mille riverberi delle armoniche della sua chitarra; nella terza parte, “longing”, la più sperimentale, il chitarrista austriaco si lancia in un’improvvisazione talmente austera da sembrare una liturgia.
La seconda traccia dell’album, “Sailing”, è stata registrata da Fennesz nei suoi studi di Vienna e non presenta sovraincisioni né lavori di post-produzione: sedici minuti in cui rumori d’ambiente creano la camera d’eco per i lenti riverberi della sei corde dell’austriaco, in grado di far tremare ogni singola sinapsi.
Più solare ma non meno intensa la breve chiosa di “Ending”, sorta di miraggio nel deserto tra le allucinazioni di Chas Smith e il classico “Paris Texas” di Ry Cooder.
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23/12/2013