L'avevamo lasciato in giro per l'Europa con una serie di
performance non proprio dignitose, un
Ep lampo versato in rete senza troppa convinzione e qualche dubbio di troppo sull'effettiva condizione artistica. Lo ritroviamo nelle vesti del vecchio predicatore Sumach, spiritualmente incazzato e con la museruola, predicatore fuori dal tempo di pace e speranza. "MU.ZZ.LE" rimette così subito le cose a posto. Il Gonja è più vivo che mai. Il maestro yoga, innamorato folle di quella cosa chiamata
mush-up, torna alla carica con la consueta andatura sbilenca, irta di sovrapposizioni esoteriche, invocazioni religiose,
synth usati come narghilè.
È una lenta e sgraziata liturgia
dub-hop a prendere forma in queste dieci tracce, a concedere inaspettatamente ben poco spazio a eventuali accelerazioni ritmiche, a indicare parola per parola la completa immersione emotiva del Gonja nella stesura del mini-disco in questione. Il lamento pachidermico e di
hayesiana memoria dell'introduttiva "White Picket Fence", così come il duetto esoterico di "Feedin' Birds" messo in piedi con la propria consorte, ci consegnano un Valentine in apparenza dimesso, ma interiormente acceso e fisiologicamente "deturpato" da coloro che mostrano timore verso Dio e disprezzo nei confronti della vita. La successiva "Nikels And Dimes" è contornata poi da un
climax melodico di grande presa, al contempo erotico e cavernoso.
"MU.ZZ.LE" è stato interamente registrato negli studi privati del Gonja allestiti nel bel mezzo del deserto del Mojave. Tale aspetto ha palesemente influenzato l'umore trasognato e distorto dell'opera. Ecco dunque mostrarsi ai nostri occhi il lento miraggio di "Venom", sorta di rituale sciamanico consumato tra serpenti a sonagli e fiumi di alcool. La produzione solista di Gonjasufi è evidente e mancano non poco le bizzarrie percussive dell'amico Gaslamp Killer. Valentine lascia così defluire l'ondata ritmica, a vantaggio di un maggiore appagamento melodico e una sinuosa disposizione sonora, con tracce che sfiorano nientepopodimeno che il Tellier neo-romantico di "
Sexuality" ("The Blame"). Eccezion fatta per la conclusiva "Sniffin'", "MU.ZZ.LE" ci consegna un Gonjasufi meno atipico e più coeso.
Sedotti in parte anche da questa nuova predisposizione sonora, non ci resta che aspettare la trasmigrazione definitiva nel secondo attesissimo Lp.