Sebastien Tellier

Sexuality

2008 (Record Makers) | pop, electro

Sessualità, o meglio: passione, contatto, fusione, orgasmo e amore. L'inebriante gestualità dei corpi a sublimare l'emanazione diretta delle fragranze più candide dell'animo umano. Sullo sfondo un guerriero e il suo cavallo sondano afrodisiaci sentieri, rivelando una nuova forma di edonismo naif, interpretando quel dualismo interiore dell'essere maschio: uomo/animale, spirito/carne.

Da questa piccante figurazione nasce "Sexuality", terzo lavoro del parigino Sébastien Tellier. Con esso l'electro-writer francese avvolge tutte le sue manie in un nuovo mantello pop di seta pregiata, per approdare con la consueta seductiòn su caldissime spiagge esotiche. Un disco che mescola Gainsbourg, idolatria Brass, soul, pop, french touch, ululati kitsch e una quantità divina di citazioni erotiche. Il tutto è frullato e servito con classe da Guy-Manual de Homem Cristo. Una formula estatica dagli ingredienti più disparati che testimonia la volontà netta di ammorbidire fin da subito gli entusiasmi elettronici di "Politics", grazie a una maggiore consapevolezza d'intenti, stavolta più vicina ai sentimentalismi soul post-Motown che ai briosi sfarzi elettronici di pseudo-protesta politica.
Tellier riduce all'osso le sue velleità, annusando antichi bordelli sintetici, scoprendosi maestro soul, scultore kitsch e provocatore pop.

La libidine come metronomo ritmico: si parte lentamente, con grazia. C'è da conquistare il cuore di una donna, condurla tra nivee lenzuola, sognando di danzare al più presto su morbidi cuscini, e cesellando a piccole dosi un'accattivante propulsione vocale ("Roche"). Teatrante e cantante allo stesso tempo, Sébastien è il perfetto chansonnier del nuovo millennio.
"Kilometer" è synth-pop eccitato, scarno e seducente quanto basta. Gemiti femminei a stimolare le sobrie variazioni del synth. "Look" muove le sue leve su un tappeto melodico dannatamente Anni Ottanta, impossibile restar fermi, è necessario aprire la stiva degli alcolici e prepararsi un long drink esotico per poterla gustare tutta. Stesso dicasi per "Divine": "ba ba ba ba barbara" spensierato, di west-coastiana memoria, zuccheroso e birichino, a ruotar sul più classico (ma eterno) dei beat in salsa revival.

È una festa chiccosa di manie kitsch ultra-magnetiche, ogni singola traccia riuscirebbe a scuotere anche la più frigida delle puellae latine. Tellier sfila dal suo arco una serie stimolante di frecce infuocate, su tutte la pornografica "Pomme", sospinta com'è da orgasmi rosa incontrollati e da una tastiera volutamente liquida, a tratti eterea. Ma è in "Sexual Sportswear" che il timido Casanova apre tutte le stanze del suo harem. L'iniziale piroetta del synth contorce tutti i suoi giri nella più incandescente delle metafore soniche/erotiche degli ultimi anni. È tutto un magma di pulsazioni kitsch, di loop in visibilio, di ormoni elettronici. La dovuta quiete dei sensi dopo la tempesta dei corpi sopraggiunge con "Elle", altra ballata erotico-romantica, cadenzata, gentilissima nel suo roboante fluire.

Il nostro attua un costante inchino verso l'universo femminile, e la splendida "Manty" ne esalta la visione. Con questo brano (e con il suo italiano spicciolo) Sébastien impartisce la più classica delle lezioni sull'amore e sui suoi intarsi, nuotando nel solito mare calmo di ironia kitsch e stasi soul. A chiudere quest'opera accattivante è "L'amour et la Violence", altra scarica di romanticismo transalpino in perfetto stile telleriano. Un piano confuso, ribelle addolcisce la propria rabbia nella commozione canora di un seduttore perduto in un abisso infinito di amore e violenza, prima di stagnare nel finale su una nuvola di strampalate dissolvenze.

Per questo poeta stralunato il sesso raggiunge livelli paradisiaci solo se spinto dall'amore vero. Noi siamo clamorosamente d'accordo con lui, voi?

(24/04/2008)

  • Tracklist
  1. Roche
  2. Kilometer
  3. Look
  4. Divine
  5. Pomme
  6. Une Heure
  7. Sexual Sportswear
  8. Elle
  9. Fingers Of Steel
  10. Manty
  11. L'amour et la Violence
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