L'esordio dei piemontesi Leo Minor propone un post-rock particolarmente esagitato la cui peculiarità risiede nell'ispirazione tratta dal libro tibetano dei morti. Solido, mastodontico e granitico, “December” veleggia con grande mestiere e sapienza fra i vari luoghi comuni del genere, eccellendo nei momenti di stasi più che nelle esplosioni metalliche.
Fedele alle esperienze dei gruppi più rinomati del settore (i vari Isis, Neurosis, Pelican), la prova dei tre ragazzi risulta incerta e un po' zoppicante, a metà fra malinconia pensosa ed efferate recrudescenze heavy. In ogni caso un inizio positivo, i cui sviluppi devono per forza di cose decidere in quale direzione focalizzare gli sforzi compositivi.
03/10/2010
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese