La musica dei californiani Citay è un vigoroso incrocio di stili e sonorità calati dentro atmosfere psichedeliche che conservano tutto il clamore utopistico dell'età d'oro della Bay Area.
Guidata dal polistrumentista Ezra Feinberg (già
Piano Magic) e dal chitarrista Tim Green (proveniente dai Fucking Champs), la band raggiunge con questo "Dream Get Together" un livello compositivo mediamente considerevole, anche se, con qualche piccolo ritocco, l'opera sarebbe risultata anche più valida. Ma Citay è, comunque, un nome caldo, da seguire con interesse.
Il biglietto da visita di questo terzo lavoro si chiama "Careful With That Hat" e con l'Eugene dei
Pink Floyd non c'entra proprio niente. O, al massimo, qualcosina. Trattasi, in ogni caso, di una jam robusta e
swingante, innervata su sontuose strutture
hard-rock, in energico accelerando fino a una fragorosa coda spaziale in bilico tra
Hawkwind e Journey (echi se ne ascoltano anche in "Fortunate Sun"). Niente male, insomma. Prendete, poi, i
Creedence Clearwater Revival, lasciate che s'irrobustiscano e affilino i coltelli ed ecco servita la
title track, con la chitarra di Green ancora in gran spolvero.
Buonissimo lavoro in fase di produzione, ci tengo a sottolinearlo. Perché la musica esce freschissima e fibrillante dalle casse e, anche quando le composizioni non sono proprio memorabili, le vibrazioni sono di quelle buone... Nello strumentale "Secret Breakfast", per esempio, riescono
hardelici pur se con garbo e misura; in "Mirror Kisses" c'è tutto il pathos "scompigliato" e nostalgico di
Graham Nash, mentre "Tugboat" è un volo radente
folk-psych intriso di ottimismo.
Ma è soprattutto "Hunter" a raccogliere applausi: epica cavalcata capace di mettere mano nella mano
Yes, utopie West Coast, pulsioni proto-
metal e visioni
sci-fi...
Un disco per nostalgici con i piedi ben piantati in questo 2010.