di
Claudio LanciaTrio originario della Pennsylvania, in pista dal 2019, i Catatonic Suns sono tre ragazzi che stilisticamente attingono all’immaginario sonoro
shoegaze-noise-
grunge che ha contribuito a rendere immortali gli anni Novanta. Dopo due album autoprodotti, il trio nel 2023 firma un contratto per la Agitated Records e subito dopo pubblica il terzo omonimo album. I settaggi della loro effettistica sono sincronizzati con gran parte dei prodotti editi trent'anni fa da Sub Pop, Creation e 4AD, e ricontestualizzare quel caos ordinato ad uso e consumo del nuovo millennio pare proprio essere la principale ragione di vita dei tre americani.
"
Catatonic Suns" contiene otto canzoni per complessivi trentuno minuti di sana energia, inaugurati da suoni e architetture che ricordano i primi
Smashing Pumpkins (“Deadzone”), presto accompagnati da decise infusioni heavy-psych (“Slack”), qualche momento più rotondo prossimo ai
Nothing meno aguzzi (“Failsafe”), presto intrecciato con inconsapevoli riferimenti ai
Motorpsycho (“Sublunary”). Inconfutabilmente
Nirvana in “Be As One” e “Inside Out” (una cover dei corregionali
Original Sins), vicinissimi agli
Alice In Chains in “Fell Off”, tanto per cementare un legame solidissimo con la
scena di Seattle, nella più estesa “No Stranger” il trio ricorre a riverberi e tinte
darkwave, senza mai lesinare urla liberatorie impregnate di rabbia e disagio. Un nuovo capitolo dell’eterno
nineties revival, tanto per confermare – un volta di più - che i ragazzi con le chitarre oggi esistono ancora…