di
Claudio LanciaOriginari del New Jersey, i Gel sono un quintetto dedito a un
hardcore-punk puro e viscerale, denso di evidenti ascendenze proto-metal. Le due presenze femminili all'interno della line-up non sono certo studiate per portare effetti edulcoranti, tutt’altro, basti dare un’occhiata alle clip recuperabili sul web e osservare l’incontenibile cantante Sami Kaiser, oppure la bionda chitarrista Madison Nave. Quello che suonano lo autodefiniscono “hardcore for the freaks”, proprio come recitava il titolo del loro primo demo autoprodotto, era il 2019. Poi sono arrivati “Violent Closure” nel 2021 (sette tracce in undici minuti) e lo split “Shock Therapy”, una botta di inaudita violenza condivisa con i Cold Brave l’anno successivo. Una bella scossa d’energia confermata nel 2023 da “
Only Constant”, considerato il loro primo vero album, che continua ad assicurare un minutaggio iper contenuto: dieci tracce compresse in appena sedici minuti e mezzo, nelle quali la band mena di brutto, ottimizzando ogni singola nota.
In “Honed Blade”, il tiratissimo pezzo posto in apertura, nello spazio di appena cento secondi i Gel infilano almeno un paio di repentini cambi di tempo, così, senza perdersi troppo in chiacchiere, e nonostante possa sembrare un pezzo velocissimo, la successiva “Fortified” fila via ancor più rapida, come un treno destinato a schiantarsi senza freni contro il primo muro disponibile. Si prosegue con la medesima attitudine sino a fine corsa, con gli unici diversivi fissati nell’intermezzo prevalentemente parlato “Calling Card” e nella conclusiva “Composure”, lievemente più strutturata e arricchita da una coda strumentale. Una proposta che si pone in scia a quanto prodotto negli ultimi anni da band a loro decisamente affini, capaci di guadagnare anche un certo seguito, quali
Turnstile e
Soul Glo. Musica d’assalto, aggressiva, rumorosa: Vivienne Westwood e
Malcolm McLaren li avrebbero accolti volentieri al 430 di Kings Road, in quel negozietto all’alba del punk.