di Claudio Lancia
Kim Gordon è una delle figure centrali del rock alternativo americano, non soltanto bassista e voce femminile dei Sonic Youth, ma soprattutto artista visiva protagonista di un'estetica che ha definito il cool intellettuale per oltre quattro decenni, elemento che l'ha portata sempre ad approcciarsi alla musica non come virtuosa ma come concettualista: per lei il basso e la voce rappresentano l'estensione di un vero e proprio atto performativo.
Nata a Rochester nell'aprile del 1953, ma cresciuta a Los Angeles, la Gordon si forma come artista visiva presso l'Otis Art Institute. Quando si trasferisce a New York alla fine degli anni Settanta, la scena No Wave diventa il terreno sul quale iniziare a giocare la sua partita.
Nel 1981 fonda i Sonic Youth insieme ai chitarristi Thurston Moore (per anni anche suo compagno di vita, col quale avrà una figlia, Coco) e Lee Ranaldo. Il suo stile al basso è percussivo, sporco, spesso basato su accordature alternative. Quando canta alterna uno spoken ipnotico a urla viscerali, in brani che diventano manifesti della cultura underground. Kim rompe lo stereotipo della "ragazza nel gruppo", divenendo l’anti-diva per eccellenza: intellettuale, austera, eppure icona di stile (fonderà anche il marchio di moda X-Girl).
Il 2011 segna la fine dei Sonic Youth e del matrimonio con Moore. Molti videro in questo evento la fine di un'era, ma Kim – non più giovanissima - trova la forza per farlo diventare un nuovo inizio creativo.
Nel 2015 la sua autobiografia, “Girl In A Band”, diventa un best-seller mondiale. È un resoconto lucido e spietato sulla sua vita, sulla scena di New York e sulla difficoltà di essere una donna in un'industria dominata dagli uomini.
Nel 2019, a 66 anni, debutta come solista con “No Home Record”, nel quale lascia entrare nel mix produttivo elettronica industriale, trap distorta e noise, dimostrando una fame di sperimentazione ben superiore a quella di molti colleghi più giovani. Il laovro nasce dalla collaborazione con il produttore Justin Raisen.
Nel 2024 arriva il bis con “The Collective”, con il quale la Gordon si spinge verso ritmi hip-hop granulari e testi che riflettono sul collasso della società digitale. L'album raccoglie due nomination ai Grammy Awards.
Nel 2026 è la volta di “Play Me”, terzo capitolo sviluppato con Justin Raisen, nel quale Kim baratta definitivamente i feedback delle chitarre con i beat della trap e le distorsioni digitali, realizzando un nuovo manifesto sul declino della società contemporanea.
Kim Gordon ha influenzato generazioni di musiciste (da Kathleen Hanna delle Bikini Kill a St. Vincent) non tanto insegnando "come suonare", quanto insegnando "come stare sul palco" e diventare una donna rilevante nel circuito indipendente, con autorità, mantenendo sempre il controllo totale sulla propria narrazione.
Discografia solista:
2000 - SYR5 (with DJ Olive and Ikue Mori)
2012 - Yokokimthurston (with Yoko Ono and Thurston Moore)
2019 - No Home Record
2022 - At Issue (with Loren Connors)
2024 - The Collective
2026 - Play Me
Free Kitten:
1994 - Unboxed
1995 - Nice Ass
1997 - Sentimental Education
2008 - Inherit
Body/Head
2013 - Body/Head 12"
2013 - Coming Apart
2016 - No Waves
2018 - The Switch
Glitterbust
2013 - Glitterbust