Gli NDM nascono nell’autunno del 2012 da un’idea di Aldo Onori (voce, chitarre), Giulio Colletti (batteria) e Valerio Pistilli (basso) ai quali successivamente si aggiunge Giulio Scipioni (chitarre). Formazione del circuito romano in sintonia con i suoni alt-rock
anni Novanta, nel 2018 esordisce con l'autoprodotto, “All’Inferno”, dal quale vengono estratti tre singoli, supportati dai relativi videoclip: “Io e te all’inferno”, “Kofi” e “Alice nel paese degli orrori”.
Nel 2020 gli NDM intraprendono una fruttuosa collaborazione con Giulio "Ragno" Favero de Il Teatro degli Orrori, produttore dell’EP “Non so se avete presente” (Maninalto), contenente i singoli “Indieota”, “Elettroshock” e “Cattiva madre”. Due anni più tardi una cover del brano “Un Giudice” di Fabrizio De André inaugura il nuovo corso del progetto, con Valerio Pistilli che abbandona il gruppo, il quale decide di trasmutare l’acronimo del proprio nome in qualcosa di più definito, palesandolo per intero: Nuovo Disordine Mondiale.
Nel 2025, sempre con Favero in cabina di regia, la band pubblica per la VREC il secondo album, “Daimon”. Sin dai primi movimenti di “C.E.S.E.”, la traccia d’apertura contenebte il featuring di Luca Romagnoli del
Management, emerge nitida la prossimità con i
Massimo Volume, per via del declamato che ricorda molto da vicino lo stile di
Emidio Clementi, innestato su strati musicali che non cercano rassicurazioni. Ma le undici tracce di “Daimon” accolgono anche altre coordinate, come una certa prossimità con i
Bachi da Pietra ed elementi mutuati dalla scena
wave (i synth de “La tua volontà” ne rappresentano un chiaro esempio), più frammenti sparsi in direzione
stoner, ebm, hip-hop,
Swans e
Nine Inch Nails. Le chitarre non appaiono sempre in primo piano, ma la rabbia sprigionata è notevole, figlia di un disagio espresso in maniera netta, cruda, nervosa, intensa, a tratti provocatoria, con tanto di citazioni bibliche e riferimenti all’esoterismo.
"Daimon" e un lavoro potente e oscuro, che unisce l’aggressività dell’
elettronica all’urgenza del rock. La versione fisica dell'album è resa disponibile esclusivamente in formato vinile, in sole 200 copie numerate e autografate dalla band. Le belle grafiche sono opera di Lorenzo De Luca.
(Claudio Lancia)