È la sua passionalità l’aspetto della musica neomelodica che interessa Nziria (al secolo Tullia Benedicta), soundscaper e cantante ravennate, che però sin dalla scelta del “capriccioso” moniker rivendica con fierezza le sue origini napoletane. Come già accade nella musica di Liberato, l’artista di genere non-binary immerge il cantato neomelodico in contesti sonori nuovi, invero ancora più estremi di quelli comunque ammiccanti al pop del cerimoniere urban napoletano. Techno gabber, deconstructed club, sfumature industrial ed altre storture elettroniche diventano dunque lo scenario ribollente ove Nziria, mediante la sua potente vocalità androgina, sconsacra gli stereotipi cisessuali della canzone neomelodica napoletana facendone veicolo di un amore nuovo e fluido.