A dieci anni dalla morte di David Bowie arriva nei cinema italiani “Bowie: The Final Act”, documentario diretto da Jonathan Stiasny e co-prodotto da un pool di emittenti europee tra cui Channel 4 e Arte. Il film sarà proiettato come evento speciale il 25, 26 e 27 maggio in oltre 150 sale, distribuito da Madison Pictures in collaborazione con Radio Capital.
Sul musicista britannico esiste una sterminata produzione editoriale e audiovisiva, segno della sua centralità nella cultura contemporanea. Il lavoro di Stiasny prova però a evitare i toni celebrativi più convenzionali, costruendo in oltre novanta minuti un racconto che attraversa gli ultimi trent’anni della carriera di Bowie. Dall’esplosione mainstream di “Let’s Dance” negli anni Ottanta alle deviazioni sperimentali del decennio successivo, comprese le controverse esperienze hard rock con i Tin Machine, il documentario segue l’evoluzione continua di un artista incapace di restare fermo.
Ampio spazio viene dedicato anche al ritorno sulle scene nei Duemila, culminato con l’acclamata esibizione al Glastonbury Festival del 2000, momento che contribuì a rilanciare la sua immagine internazionale. Dopo altri due tour, la narrazione si sposta sul progressivo ritiro dalle scene dovuto ai problemi di salute, fino alle riservatissime sessioni di registrazione di “Blackstar”, l’ultimo album pubblicato appena due giorni prima della morte dell’artista, avvenuta il 10 gennaio 2016.
A ricostruire il percorso creativo di Bowie intervengono numerosi collaboratori storici e figure della musica contemporanea. Tra questi il produttore Tony Visconti, i musicisti Mike Garson ed Earl Slick, oltre a Moby, Gary Kemp e Goldie, che nel film definisce Bowie “un profeta della cultura”. Alle testimonianze musicali si affiancano anche quelle dell’astronauta Chris Hadfield e dello scrittore Hanif Kureishi.
Il documentario include inoltre interventi dei figli dell’artista: Duncan Jones, nato come Zowie Bowie, e Alexandria Zahra Jones.
“Portare ‘Bowie: The Final Act’ al pubblico italiano rappresenta per noi un grandissimo privilegio”, ha dichiarato Manuele Ilari, presidente di Madison Pictures. “Con questa uscita evento vogliamo offrire non soltanto la celebrazione di un patrimonio musicale immenso, ma anche un ritratto sincero dell’uomo dietro l’icona, capace fino all’ultimo di trasformare la propria fragilità in arte”.