27/7/2019

Fkj + Mecna

Locus Festival, Locorotondo (BA)


di Alessandro Tozzi
FKJ + Mecna
La splendida cornice della Masseria Mavugliola di Locorotondo quest'anno è stata scelta per ospitare il primo concerto del Locus Festival, ormai giunto alla quindicesima edizione. Venue assolutamente ideale per il pubblico ormai fidelizzato di uno dei più interessanti festival italiani capaci di dedicare ampio spazio alla black music di scena nostrana e internazionale. 
 
Il piacere di partecipare a concerti allestiti in location così suggestive viene anche dalla possibilità di godersi una serata non solo unicamente finalizzata al momento del concerto, ma arricchita da un'immersione in un luogo tipicamente pugliese, in cui il suono caldo del soul si unisce ai profumi della Valle d'Itria. Il Locus, inoltre, non lesina nel garantire la possibilità agli spettatori di assaporare ottimo vino (partnership Tormaresca) e pietanze locali per completare un'esperienza di alta qualità tipicamente pugliese.
La buona risposta dal pubblico presente fin dall'inizio è garantito anche dalla presenza del foggiano Mecna, uno dei nomi più caldi della scena hip-hop italiana e tra i pochi volenterosi (e capaci) di rinnovare un tipo di musica ormai arenata verso una tediosa commercializzazione del nulla ipertrofico. Una performance che ha privilegiato  l'ultimo disco "Blue Karaoke" ma che per presenza e energia di scena ha significato ben più che un'apertura. 
Dopo il continuum di "Un Drink O Due", Mecna lascia spazio a FKJ (French Kiwi Juice), che si esibisce con un  palco allestito a mo' di studio. Il francese polistrumentista svolazza da un angolo all'altro del palco ora imbracciando una chitarra, ora un basso, muovendosi liberamente tra keybord, synth e sequencer e colorando il tutto con il sassofono.
 
FKJ volteggia con una la naturalezza disarmante tipica di un one man band al tempo della loop station,  integrando linee ritmiche tra i vari strumenti. Il succo di kiwi francese è un funambolo a getto continuo: il suo uno show dall'alto tasso di improvvisazione che per un'ora e mezza mostra alla Valle d'Itria tutta sua destrezza dipingendo sui caldi beat in downtempo fraseggi in un lussuoso virtuosismo, rendendo partecipe il pubblico di una vera session lab da cui restare estasiati il tecnica e maestria. Un approccio comunque direzionato verso un fumoso funky anni 70, con un costante che strizza l'occhio alle pulsazioni rotonde e vellutate à la Nile Rodgers. 

Al netto della massiccia presenza di campionamenti, data anche la straripante presenza di collaboratori all'interno della sua produzione, non si tratta di uno show all'insegna della pura arte di maniera. Oltre a vari momenti di concitata improvvisiazione anche su bpm leggermente più alti, un piacevole raccoglimento avviene anche con la celeberrima "Tadow" scritta con Masego, la struggente "Vibin' Out" con la voce di ((( O ))) e il morbido groove di "Skyline". Ma i migliori momenti arrivano quando FKJ si concede a fiammate di jam personale giocando con la loop station e aizzando il pubblico con progressione in disco funky tra sequenze di drumline e assoli a tutto palco. 
 
Una splendida serata, due grandi artisti e tanta qualità per un'apertura ricca di intensa "bright passion". 
 
 
 Photo Credits: Ilenia Giordano
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