Cade una pioggia sottile sugli ultimi spettatori in coda alle porte del Largo Venue, in attesa di riempire il club in Via Prenestina. Controlli alle borse e si entra, dritti ad abbeverarsi prima dell’inizio del concerto. La strategia è vincente, non solo per la necessità di ripararsi dal freddo umido, ma soprattutto perché alle 21,30 spaccate i MONO da Tokyo salgono sul palco del locale romano, accolti da un’ovazione. “Ao, siamo a Roma, mica in Giappone, manco il tempo de na birra”, esclama divertito un uomo solo apparentemente di mezza età. “Ciao, siamo i MONO da Tokyo, Giappone”, saluta velocemente il chitarrista Takaakira “Taka” Goto, prima di attaccare con le dolci trame atmosferiche di “Run On”, secondo singolo estratto dall’ultimo lavoro della band nipponica, “OATH”. Quasi dieci minuti di pura magia live, con la batteria di Dahm Majuri Cipolla a scandire i battiti di una pulsazione in crescendo, sul deflagrare della chitarra noise.
Tornati in tour in Italia per presentare la nuova fatica discografica, i MONO scelgono “We All Shine On” per una immersione nelle scenografie più malinconiche e distorte. Mentre qualcuno tra il pubblico urla il suo apprezzamento per il “basso diavoletto” di Tamaki Kunishi, la band torna indietro nel tempo, a quel “Pilgrimage Of The Soul” partorito in piena pandemia da Covid-19, con una stellare “Innocence”, condotta tra linee melodiche e squarci di sinfonia elettrica. Il pubblico resta rapito, in silenzio, mentre con tre brani è già andata via mezz’ora di concerto. “Sorrow” parte come una colonna sonora dell’anima, un mix tra le trame oniriche di Angelo Badalamenti ed il post-rock più intenso dei Mogwai.
Il concerto non ha pause, la band decide di far parlare solo la sua musica, dalla violenta coda finale di “Pure As Snow (Trails Of The Winter Storm)” alla ballata ipnotica “Hear The Wind Sing”, con Kunishi passata alle tastiere. Su “Ashes In The Snow” la sala del Largo Venue si tinge di puntini luminosi come nella cameretta di un bambino, in una versione in stile Sigur Rós. Il gruppo chiude il set con la nuova “Time Goes By”, sui colpi apocalittici di batteria. Un saluto fugace e si ritorna sul palco, annunciando l’ultimissimo brano per chiudere il concerto dopo un’ora e trenta di altissima intensità. Si torna indietro di oltre dieci anni, a quella “Recoil, Ignite” che impreziosiva il disco in due parti “The Last Dawn / Rays Of Darkness”. Toni struggenti e lenti fanno da apripista alla cavalcata elettrica centrale, prima di chiudere con la coda furente e distorta. Il ritorno in Italia dei MONO convince il pubblico, che con un sorriso sognante sulle labbra si rimette i cappucci per sparire nella piovosa notte capitolina.
Run On
We All Shine On
Innocence
Sorrow
Pure as Snow (Trails of the Winter Storm)
Hear the Wind Sing
Ashes in the Snow
Time Goes By
Encore:
Recoil, Ignite