Mentre Roma si accende per le feste natalizie, il freddo umido cala implacabile nella notte di un turno infrasettimanale al Monk Club di Via Mirri. Poco dopo le 21,30 salgono sul palco i Raveonettes da Copenaghen, tornati in Italia per presentare i loro nuovo album “Pe'ahi 2”, uscito a sorpresa in primavera a ben otto anni di distanza dall’ultimo disco di inediti, “2016 Atomized”.
Con la sua aura algida da moderna Nico, Sharin Foo saluta timidamente il pubblico, guidando il trio all’attacco del nuovo singolo “Blackest”, tra distorsioni martellanti e vibe elettroniche. Lo spazio in scaletta è subito per gli ultimissimi lavori, passando al sognante pop-shoegaze “Killer” e alle atmosfere coldwave di “Speed”. Il recupero del passato parte dal martellare velvettiano “That Great Love Sound”, tra i brani che hanno aperto le porte della fama al duo danese grazie alla colonna sonora del videogame Fifa 2004. E’ in quel momento che i Raveonettes si sono infilati di prepotenza nel panorama indie all’inizio del nuovo millennio, grazie a ritmi anthemici e ossessivi. “Red Tan” apre così lo spazio dedicato all’acclamato “Pretty In Black”, che ha riportato in auge la lezione minimale dei Velvet Underground con un retro-sound dal forte sapore Fifties. Dal ritmo jingle-jangle della chitarra di Sune Rose Wagner in “Sleepwalking” all’irresistibile surf tarantiniano “Love In A Trashcan”, la band recupera le sue origini più vintage con sofisticata eleganza.
Se Foo brilla nel suo outfit d’argento, Wagner posa al suo fianco le distorsioni di “Attack Of The Ghost Riders” e “Veronica Fever”. Il gruppo alza i decibel con il frastuono di “My Tornado”, prima della melodia oscura di “Hallucinations” e l’ossessione mesmerica di “Dead Sound”. Su “Endless Sleeper” le luci abbaglianti accompagnano un post-rock scheletrico, mentre la nuova “Strange” parte a ritmo di valzer per svilupparsi tra armonie desolate.
Wagner annuncia al pubblico la prima cover della serata, quella “Venus In Furs” eseguita mantenendo assoluta fedeltà alla nenia raga del seminale gruppo di Lou Reed e John Cale.
La band abbandona il palco per risalire dopo alcuni minuti, mentre qualcuno guadagna di fretta l’uscita pensando alla fine del set. Il bis è insolito, con Foo e Wagner a ballare teneramente insieme su “Last Dance”. Sharin trova un momento emozionante citando il bassista degli Stone Roses, Gary “Mani” Mounfield, recentemente scomparso tra lo sgomento dei fan, preludio alla cover di “I Wanna Be Adored” che scatena il coro dei presenti.
Il live termina così dopo circa novanta minuti, lasciando la netta sensazione che i Raveonettes da Copenaghen abbiano ancora qualcosa da dire e da dare alla musica.
Blackest
Killer
Speed
That Great Love Sound
Red Tan
Sleepwalking
Love in a Trashcan
You Say You Lie
Attack of the Ghost Riders
Veronica Fever
My Tornado
Hallucinations
Dead Sound
Endless Sleeper
Sisters
Strange
Venus in Furs
Aly, Walk With Me
Encore
The Christmas Song
Last Dance
I Wanna Be Adored