03/07/2025

Videocittà 2025

Gazometro


Fino a qualche anno fa sottolineavo spesso su queste pagine la cronica carenza in Italia di Festival musicali in grado di competere con le grandi eccellenze europee. Poi pian piano qualcosa ha iniziato a muoversi, e anche se diversi anni luce ancora ci separano da quel che avviene in quasi tutti i paesi d’Europa, anche i più insospettabili, dove mega-raduni di grande interesse si susseguono ogni fine settimana, specie nel periodo estivo, nel segmento “Boutique Festival”, quello relativo alle dimensioni più raccolte, abbiamo ormai diverse frecce al nostro arco. Dallo scorso anno è stato annientato il TOdays, ma C2C (fra gli eventi del circuito elettronico più rilevanti a livello mondiale), Siren (che ritorna quest’anno nella bella Sardegna), Ypsigrock (altra perla isolana, in questo caso in Sicilia), Spring Attitude (finalmente anche a Roma si può fare!) sono soltanto alcune fra le realtà di spicco organizzate a cadenza annuale lungo la nostra penisola, in grado di competere con le più blasonate (e probabilmente più ricche) realtà continentali.
Ma, attenzione, a Roma da qualche anno c’è un’altra situazione che sta consolidandosi, prendete nota, si chiama “Videocittà” e si svolge (per la prima volta nello spazio di quattro giorni consecutivi) nella prima metà di luglio, all’interno di una delle aree di archeologia industriale più estese d’Europa, il Complesso del Gazometro, zona Ostiense. Da giovedì 3 a domenica 6 luglio abbiamo assistito all’edizione numero otto di quello che è ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti determinanti nel disegno dell’estate culturale capitolina. Ideata da Francesco Rutelli, con la direzione creativa di Francesco Dobrovich, Videocittà si pone l’obiettivo di promuovere l’eccellenza dell’audiovisivo e della comunicazione digitale, esplorando e presentando in anteprima alcune delle novità tecnologiche più stimolanti.

Videocittà guarda ai linguaggi di domani e assicura visibilità alle forme più avanzate di produzione e creatività, fungendo da laboratorio per molti artisti emergenti, allestendo ogni anno anche un cartellone sempre più sfidante che ospita live show e dj-set orientati verso le più recenti evoluzioni della musica elettronica. La line-up musicale è equamente distribuita fra le diverse giornate del Festival, garantendo la copertura di un ampio spettro che va dalle proposte più mainstream e instagrammabili (su tutte l’energico e coloratissimo dj-set di Victoria dei Maneskin) a quelle più ricercate e di frontiera (i tanti artisti che spingono in maniera decisa sul versante della sperimentazione, puntando verso innovative soluzioni di sound design, è il caso di Noémi Buchi, Camoufly, Arssalendo, del duo francese d’avanguardia Ascendent Vierge).
Ma quest’anno Videocittà ha realizzato un ulteriore salto in avanti, ospitando almeno tre nomi del circuito electro internazionale fra i più rilevanti degli ultimi anni. Anzitutto Caribou, protagonista assoluto della serata del sabato, sempre pronto a dimostrare come si possa fare musica elettronica suonando col medesimo piglio di una rock band, un po’ lo stesso approccio che mette in pista okgiorgio, emergente italiano che si esibisce in formato trio, confermando le aspettative che si stanno creando intorno al proprio nome.
Sempre nella giornata di sabato Videocittà si prende il merito di aver condotto nella capitale Ela Minus, cantautrice e producer colombiana di grande tendenza nel circuito indipendente, che ha portato sul palco il caleidoscopico electropop contenuto nel suo recente secondo album “DIA”, molto apprezzato fra i lettori di OndaRock.

L’artista internazionale di punta del venerdì è invece stato Max Cooper, producer nato a Belfast ma di stanza a Londra, con alle spalle una lunga sequenza di dischi molto influenti, al crocevia fra Idm e dancefloor, fra esplorazioni cerebrali e crescendo esplosivi. Dal palco, da solo con la propria consolle, ha proposto il versante più ballabile del proprio repertorio, contornato da visual psichedelici molto efficaci: non a caso nel weekend precedente Cooper aveva animato uno dei palchi del più prestigioso fra i Festival europei, quello di Glastonbury.
La domenica è invece la giornata di Dardust che, dopo il grande successo ottenuto nel recente tour europeo, con un’indimenticabile tappa pochi mesi fa presso La Nuvola dell’Eur, torna nella Capitale con lo show “Urban Impressionism”, arricchito dai visual di Franz Rosati che si sposano perfettamente con l’architettura dell’area del Gazometro. Citazione doverosa anche per Luzai, giovane cantante di origini camerunensi: pur se penalizzata dall’orario, ha presentato i propri brani con uno stile non troppo distante dalle soluzioni electro-nu-r&b di FKA Twigs, lanciando in maniera forte slogan contro tutte le guerre attualmente in corso sul nostro pianeta.

Ma, dicevamo, non c’è soltanto musica a Videocittà, le esperienze da vivere e condividere sono molteplici, organizzate all’interno di un’area che si presta alla perfezione, grazie ai numerosi e diversificati ambienti di cui dispone, sia open che indoor. L’attrazione principale è la grande installazione posta all’interno del Gazometro G4, esperienza immersiva quest’anno concepita da Quayola, artista romano di fama internazionale. L’installazione site specific ha come titolo “Solar” ed è basata su un impressionante gioco di luci ispirato dal fenomeno ottico dei raggi crepuscolari. "Solar" rappresenta il Sole come simbolo di vita ed energia, riproducendo una serie di cicli di albe e tramonti digitali, con la luce che diventa materia, scolpisce il buio, modella lo spazio, il tutto realizzato da Eni in collaborazione con The Bentway Toronto.
Per evitare le file all’ingresso della grande struttura che la ospita, quest’anno i visitatori, sin dal momento dell’acquisto del biglietto, hanno potuto scegliere una fascia oraria per assistere allo spettacolare show.
Il cartellone è fittissimo, con numerose soluzioni che si accavallano e si rincorrono, fra esperienze di virtual reality, video mapping, performance multimediali, tropical dj set affacciati sul suggestivo tramonto romano, piacevoli chiacchierate sulla terrazza allestita per l'occasione sul Gazometro G3, spazi relax all'aperto, aree food & drink, talk con protagonisti di spessore indirizzati a sviscerare argomenti relativi all’innovazione tecnologica (fra gli altri, Caterina Guzzanti, Pif, Luca Ravenna, Paolo Crepet) e, nella serata di giovedì, la prima italiana di “Eno”, documentario generativo ideato da Gary Hustwit incentrato sulla figura di Brian Eno. Sulle pagine social di Videocittà potrete ammirare meravigliosi video e fotografie che potranno rendervi in maniera chiara l'idea di questa edizione 2025, una delle migliori sin qui allestite. Mi raccomando: per il prossimo anno non prendete impegni!