Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario di “The Great Escape”, e per l’occasione i
Blur celebrano l’album con una speciale edizione celebrativa. Il disco uscirà il 12 dicembre per Parlophone in versione Half Speed Mastered, su doppio vinile colorato – giallo e turchese – racchiuso in una custodia apribile arricchita da una nuova veste grafica firmata dall’artista e designer Tony Hung.
“The Great Escape (30th Anniversary Edition)” includerà nel primo disco le 15 tracce dell’album originale, mentre il secondo raccoglierà lati B rari e bonus track risalenti all’epoca della sua pubblicazione, molte delle quali mai stampate prima su vinile.
Pubblicato originariamente l’11 settembre 1995, “The Great Escape” è il quarto lavoro in studio della band e arrivava a un solo anno di distanza dal successo planetario
britpop di “
Parklife” (1994). Trainato da singoli divenuti classici come “Country House”, “The Universal”, “Stereotypes” e “Charmless Man”, il disco debuttò direttamente al primo posto nella classifica britannica, conquistando il triplo disco di platino. I quattro brani estratti venderanno complessivamente oltre 1,8 milioni di copie nel Regno Unito, totalizzando finora più di 61 milioni di visualizzazioni su YouTube e circa 335 milioni di stream globali.
Alla vigilia dei concerti degli
Oasis a Manchester, parte del tour della tanto attesa
reunion,
Damon Albarn ha riconosciuto il trionfo dei
fratelli Gallagher nella storica rivalità del
britpop. Quella tra Blur e Oasis è stata forse la rivalità più iconica del pop britannico dagli
anni Sessanta, dai tempi della sfida
Beatles vs.
Rolling Stones, orchestrata dai media con una narrazione manichea che opponeva due visioni del mondo e della musica: arte contro istinto, classe media contro
working class, Sud contro Nord. Eppure, in quel turbine mediatico che fu la
Cool Britannia, anche i protagonisti non si tirarono indietro, anzi: alimentarono la contesa con entusiasmo, spesso eccedendo – come quando Noel Gallagher augurò ad Albarn di contrarre l’Aids, in uno degli episodi più tossici della cultura pop di fine secolo.
L’apice simbolico dello scontro fu il celebre "duello dei singoli" nell’estate del 1995, quando la Food Records anticipò l’uscita di “Country House” dei Blur per sfidare direttamente “Roll With It” degli Oasis. I Blur vinsero quella battaglia – almeno nelle classifiche – ma il verdetto definitivo arrivò poco dopo: “
(What’s The Story) Morning Glory?” surclassò commercialmente “The Great Escape”, lasciando segni ben più profondi nel pop britannico.
A quasi trent’anni di distanza, Albarn torna su quella faida con una sincerità disarmante. In un’intervista concessa a The Sun mentre si trova in tour con il progetto Africa Express, il musicista londinese ha parlato con ammirazione della
reunion degli
Oasis e del loro ritorno trionfale a Heaton Park. “Le nostre due serate a Wembley sembrano ridicole al confronto con le loro sette”, ha commentato, riconoscendo il trionfo degli ex-rivali. “Credo si possa dire ufficialmente che hanno vinto: la battaglia, la guerra, tutto quanto. Hanno conquistato il primo posto, e davanti a un’evidenza così schiacciante, accetto volentieri la sconfitta”.
Nonostante il tono disteso e quasi celebrativo, Albarn tiene a marcare la distanza tra la sua traiettoria attuale e quella dei Gallagher. “Quest’estate è la loro, Dio li benedica. Spero che tutti si divertano, ma io sarò altrove. In un posto molto, molto diverso”. E riflettendo sulle emozioni vissute con i Blur durante le date a Wembley nel 2023, Albarn ha anche messo in guardia i fratelli Gallagher dalla pressione emotiva che comportano eventi di tale portata. “Non potrei sostenere tutti quegli show. Rivivere quelle emozioni così tante volte sarebbe troppo. Serve molto coraggio per affrontarle, e spero per loro che ne valga la pena, perché alla fine non si tratta solo di soldi”.
Infine, Albarn ha chiarito di non rimpiangere affatto i giorni del
britpop. “Oggi vivo una fase molto più gioiosa e innocente. La nostalgia va bene, ma bisogna stare attenti: rischi di perdertici dentro. Ho ucciso Damon la popstar molti anni fa, in modo gentile. Non mi interessa più stare sempre al centro dell’attenzione: quella è solo una parte di me, che tiro fuori solo quando serve. Africa Express mi permette di essere uno tra tanti. Ed è esattamente ciò di cui ho bisogno”.