Ed Sheeran perde 200.000 follower sui social. E Macklemore dona un milione per i palestinesi

17-09-2026

La bufera intorno a Ed Sheeran non accenna a placarsi. Dopo l’esclusione di Macklemore dal “Loop Tour”, in seguito alle dichiarazioni pro-Palestina pronunciate dal rapper durante il concerto al MetLife Stadium in New Jersey, anche gli altri artisti di supporto hanno deciso di abbandonare le date rimanenti della tournée. Tra i forfait figurano Aaron Rowe e i Beoga, mentre nelle ore precedenti erano stati annunciati anche quelli di Finneas e Lukas Graham. Alla line-up in frantumi, si aggiunge la crisi d’immagine: secondo i dati circolati nelle ultime ore, Sheeran avrebbe perso circa 200.000 follower sui social, mentre l’irlandese Classic Hits Radio ha annunciato che, almeno per il “prossimo futuro”, non trasmetterà più le sue canzoni.

Macklemore devolve i guadagni al sostegno palestinese

Al centro della vicenda resta Macklemore, che ha deciso di trasformare il compenso ricevuto per la tournée in una presa di posizione concreta. Il rapper devolverà l’intero milione di dollari di guadagni netti maturati come supporter di Sheeran a sei organizzazioni impegnate nell’assistenza alla popolazione palestinese: Palestine Children’s Relief Fund, Heal Palestine, Gaza Soup Kitchen, Medical Aid for Palestinians, UNRWA USA National Committee e Anera.
Macklemore ha inoltre chiamato direttamente in causa Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, invitandolo a eguagliare la sua donazione. Secondo il rapper, sarebbe stato proprio Kraft a porre un ultimatum sulla sua permanenza nel tour, minacciando conseguenze sull’utilizzo degli stadi nel caso in cui fosse rimasto nel cartellone. Sheeran ha invece sostenuto di non aver avuto alcun ruolo nella sua esclusione, attribuendo la decisione al promoter.

La donazione di Sheeran

Sulla vicenda è però emersa anche un’altra versione. Secondo quanto riferito da Kraft, anche Sheeran avrebbe effettuato una donazione a favore di iniziative umanitarie legate alla crisi, un elemento che il promoter ha utilizzato per respingere l’idea che il cantautore britannico sia rimasto indifferente alla situazione. Sheeran, da parte sua, ha dichiarato di avere “opinioni personali su questo spiacevole conflitto”, scegliendo però di non renderle pubbliche.
Resta intanto da capire quali conseguenze avrà la controversia sul prosieguo del “Loop Tour”. Con una parte consistente degli artisti di supporto ritiratasi, le proteste di una parte del pubblico, la perdita di follower e persino la decisione di un’emittente radiofonica di sospendere la programmazione dei suoi brani, la tournée si trova improvvisamente circondata da molte incognite. Le prossime date diranno se Sheeran e il suo entourage riusciranno a ricomporre il cartellone e a riportare l’attenzione sulla musica, oppure se la polemica continuerà ad accompagnare il tour.

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